Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Scena muta dell'impiegata postale nel primo interrogatorio di garanzia

E' durato solo pochi minuti l'interrogatorio di Patrizia Maria Rollo. Solo il tempo di rilasciare una dichiarazione spontanea con la quale ha evidenziato che ogni operazione conclusa da un dipendente debba avere anche il consenso del direttore

LECCE – Ha scelto di restare in silenzio dinanzi al gip, Patrizia Maria Rollo, 52enne di Merine, frazione di Lizzanello, arrestata nei giorni scorsi con l’accusa di peculato, furto aggravato e falso. Nei suoi confronti gli agenti della sezione di polizia giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Lecce hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare (la donna si trova ai domiciliari) emessa dal gip Vincenzo Brancato, su richiesta del pm Giovanni Gagliotta. La donna, dipendente dell’ente postale, e quindi con l’incarico di pubblico ufficiale, con la mansione di addetta alla filiale di San Cesario di Lecce, nel ruolo di responsabile della sala consulenze, avrebbe sottratto le somme in diverse occasioni. 

Fino a raggiungere la ragguardevole cifra di circa 64mila euro. Tutto questo, stando agli esiti delle indagini, in un periodo compreso fra il giugno del 2009 e l’agosto del 2011. L’interrogatorio di garanzia, come detto, è durato solo pochi minuti, il tempo delle formalità burocratiche e di rilasciare una dichiarazione spontanea in cui la Rollo ha evidenziato come ogni operazione conclusa da un dipendente debba avere anche il consenso del direttore della filiale. Una dichiarazione sibillina che sarà ora vagliata dagli inquirenti. Il legale della 52enne, l’avvocato Poalo Spalluto, valuterà nelle prossime ore se presentare istanza di scarcerazione al gip o ricorrere al Tribunale del riesame.

Le indagini sono iniziate solo nel febbraio scorso, dopo una denuncia presentata dai due fratelli. Questi, infatti, hanno lamentato la sottrazione del denaro proveniente dal parziale rimborso di quote di un fondo d’investimento sottoscritto da loro nel 2009. L’unità antifrode delle Poste Italiane, dopo un primo reclamo presentato dai clienti, avviando gli accertamenti, aveva già riscontrato presunte gravi irregolarità nelle operazioni finanziarie eseguite dalla dipendente 52enne. La vicenda è così finita in Procura e le indagini sono state proseguite dalla polizia giudiziaria, che ha acquisito tutta la documentazione presso le Poste, analizzandola.

rollo-3Gli agenti hanno poi ascoltato diverse persone, tra cui i reclamanti, arrivando così ad appurare che la donna, non solo si sarebbe appropriata di 14mila e 252 euro, soldi provenienti dalle quote disinvestite e per cui era stata presentata denuncia, ma, in precedenza, in almeno altre tre occasioni (il 15 giugno del 2009, il 17 dello stesso mese e il 2 di quello successivo), dopo operazioni di disinvestimento di numerosi Buoni postali fruttiferi,  si sarebbe impossessata in maniera illecita di altre rilevanti somme di denaro. Per l’esattezza: 6mila e 268 euro, 28mila euro e 15mila e 361 euro. Per riuscire nell’impresa, avrebbe fatto risultare falsamente il rimborso in contanti ai denuncianti.

Patrizia Maria Rollo, per realizzare l’attività illecita, avrebbe dunque falsificato la firma dei clienti, formando numerose false distinte di versamento, aprendo, a loro insaputa, due libretti postali su cui registrare le operazioni contabili di prelievo delle somme e sottraendo diversi documenti compromettenti, tra cui il libretto originario dell’anziana.

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