Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca Martano

Partorisce e ferisce la neonata alla gola: scatta l’arresto per la madre

La 34enne di Martano è stata ristretta ai domiciliari presso una delle comunità riabilitative assistenziali della provincia. Per lei l’accusa da parte degli inquirenti è di tentato omicidio aggravato

La compagnia dei carabinieri di Maglie.

MARTANO – Partorisce in casa e poi ferisce alla gola la neonata, abbandonandola nel giardino. È scattato l’arresto per una 34enne di Martano (si omettono volutamente le generalità dell'indagata, a tutela dei minori coinvolti nella vicenda ndr), sottoposta alla misura dei domiciliari presso una comunità riabilitativa assistenziale del Salento. Lo hanno disposto i pm presso la Procura della Repubblica di Lecce, Paola Guglielmi e Alessandro Prontera.

I carabinieri della compagnia di Maglie e della stazione di Martano, coordinati dal capitano Giorgio Antonielli, hanno infatti eseguito  l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Lecce nei confronti della donna. Quest’ultima è ritenuta responsabile dei reati di tentato omicidio aggravato, perché posto in essere sulla figlia. Tutto è cominciato all’alba dello scorso 23 luglio, quando l’indagata è giunta presso l'ospedale "Vito Fazzi" del capoluogo salentino, dopo aver dato alla luce la piccola all’interno della propria abitazione. Del tutto "clandestinamente", secondo la prima ricostruzione.

Il compagno della donna, con la quale ha avuto anche un’altra figlioletta di appena tre anni (momentaneamente affidata a dei parenti) non sarebbe stato infatti al corrente della gravidanza. All'oscuro, sembrerebbe, anche il resto della famiglia. Stando alla ricostruzione effettuata dai carabinieri la madre avrebbe ferito alla gola la piccola, con l’intento di provocarne la morte, per poi abbandonarla nel giardino di casa, fortunatamente senza riuscirci. 

La bimba è stata infatti immediatamente soccorsa da alcuni famigliari e affidata alle cure del personale medico. È fuori pericolo.  Il provvedimento scattato nelle ultime ore non ferma tuttavia l’attività investigativa, tuttora in corso. Sono diversi i punti oscuri della storia. Una vicenda che i militari dell’Arma e la magistratura inquirente stanno trattando col massimo del riserbo per via dell’estrema delicatezza del caso.

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