Asl e ateneo firmano il progetto di traduzione delle cartelle cliniche pediatriche

Un’intesa per promuovere il diritto alla salute dei bambini: grazie al T4C le famiglie potranno ottenere una traduzione corretta e veloce dei documenti sanitari, superando le barriere linguistiche spesso causa di gravi errori nella diagnosi. Il progetto è nato nel 2012 su base volontaria

LECCE – Una rete di volontariato divenuta già una Onlus che guarda avanti, intenzionata a svilupparsi e strutturarsi, dotandosi di nuove professionalità. E’ questo il progetto Traslator4children, nato nel 2012 e oggi pronto a spiccare il volo, anche grazie al protocollo di intesa firmato dalla Asl di Lecce e dall’università del Salento che mira a creare un organo di controllo e validazione per i processi di T4C, all’interno del Dream (il laboratorio di ricerca interdisciplinare applicata alla medicina) sito nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce.

Ma cos’è esattamente il T4C? Si tratta di un esperimento unico al mondo, nato su scala volontaria, che ha raccolto 1000 adesioni (tra medici ed interpreti) ed ha salvato la vita di 50 bambini nel mondo. Lo scopo di questa rete, e del relativo sito web che funge da punto di riferimento, è quello di mettere in contatto le famiglie dei bambini con interpreti e mediatori culturali capaci, nel giro di pochissimo tempo, di tradurre cartelle cliniche anche complesse.

Un banale errore di traduzione ed interpretazione, da una lingua all’altra, può portare ad una diagnosi sbagliata. I difetti di comunicazione e le barriere linguistiche potenzialmente, dunque, vanno a intaccare il diritto alla salute della persona. Ed, in questo caso, quello dei bambini. La rete di volontariato è nata, infatti, su iniziativa del dottor Marco Squicciarini che, per primo, si è reso conto di come vi siano stati numerosi casi di fanciulli che hanno perso la vita a causa di mancate o tardive traduzioni delle loro cartelle cliniche, oppure impossibilitati ad ottenere un secondo parere medico in un altro Paese in cui sono sviluppate terapie diverse dal luogo di nascita o sono presenti centri di cura d’eccellenza.

Non che manchino le figure degli interpreti e dei mediatori culturali, certo. Ma spesso le operazioni di traduzione possono rivelarsi complicate e costose. Gli stessi documenti sanitari utilizzano un lessico sofisticato che spesso richiede una interpretazione professionale di alto livello. In Italia, poi, manca un servizio di questo tipo all’interno degli ospedali pediatrici e nelle strutture sanitarie. E l’intera Europa, tutto sommato, non sembra ancora all’altezza dei processi migratori e dei fenomeni di globalizzazione che la stanno attraversando.

Così è nato T4C, il primo sito al mondo che offre un servizio di interpretariato in situ e remoto per comunicare con i pediatri e le strutture sanitarie di tutto il mondo, utile in tutti quei casi in cui le barriere linguistiche possono aggravare le emergenze sanitarie. Il suo funzionamento è intuitivo: le famiglie, attraverso il sito, prendono contatti con T4C e, una volta inquadrato il caso clinico, il medico o la struttura sanitaria utilizzeranno il form on-line per inviare il documento medico che necessita di traduzione. Lo stesso servizio è destinato a migliorare, fino a diventare un’ applicazione telefonica che permetterà di ottenere interpretazioni in simultanea, come se i genitori fossero accompagnati fisicamente dall’interprete.

Ma T4C, divenuto una onlus a tutti gli effetti nel 2015, intende guardare ancora più avanti, proponendosi come strumento attivo di grandi cambiamenti sulla scena sanitaria internazionale, come l’assistenza sanitaria transfrontaliera ed il fascicolo sanitario elettronico. Lo strumento, in linea con la direttiva dell’Unione Europea 24 del 2001, sarà utile a garantire il diritto di ogni cittadino europeo di curarsi in un altro Stato, ottenendo prestazioni mediche che rimangono a carico del Paese di origine.

Proprio questa mattina, presso la direzione amministrativa dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce è stata firmata l’intesa a tre dal direttore generale della Asl di Lecce, Giovanni Gorgoni, dal rettore dell'Università del Salento, Vincenzo Zara e dal presidente T4C, Marco Squicciarini.

In virtù di questo protocollo il centro di elaborazione dati del Dream accoglierà sito web e altri strumenti ict di T4C, come richiesto anche dal ministero per questioni di sicurezza, e sarà creata una commissione tecnica mista (medici, professori e tecnici) tra i tre partner per far fronte ai processi di validazione.

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Il progetto ha già avuto il lusinghiero interesse del ministero della Salute che ne segue gli sviluppi. “Siamo orgogliosi di costituirci come partner tecnico della rete istituita per fornire, oltre che traduzioni, soprattutto la loro validazione tecnica – ha commentato Gorgoni - . In molti casi questo significa creare un ponte linguistico per i piccoli pazienti, spesso in gravi e rare condizioni di salute e provenienti da aree disagiate del mondo, mettendoli in relazione con i migliori centri di cura”.

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