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Ambulanze 118, Cisal chiede la “testa” del direttore della Asl

Il sindacato punta il dito contro Ottavio Narracci di cui chiede le dimissioni per "manifesta insufficienza nel dirigere i servizi sanitari a fini organizzativi, tanto da provocare sfiducia in gran parte del personale"

 

LECCE - La segreteria provinciale della confederazione Cisal sanità, scrive  all’Azienda sanitaria locale di  Lecce per chiedere la “testa” di Ottavio Narracci: ovvero le dimissioni immediate  dall’incarico di direttore sanitario. Il sindacato ha deciso di assumere una posizione forte in seguito allo scandalo relativo al servizio del 118: solo poco giorni addietro, un blitz delle “fiamme gialle” all’interno di una onlus che gestisce la postazione di via Matera a Lecce, ha sottoposto a sequestro alcune ambulanze e acquisito documentazione contabile e amministrativa, relativa alla gestione dell'associazione e del personale.

Mentre procede l’inchiesta aperta dalla magistratura di Lecce,  Cisal punta il dito contro il direttore sanitario che avrebbe dimostrato “una chiara insufficienza nel dirigere i servizi sanitari ai fini organizzativi ed igienico-sanitari , avendo omesso di fornire parere obbligatorio al direttore generale, Valdo Mellone, su tutti gli atti relativi alle materie di competenza”.

Il suo ruolo impone infatti di “svolgere attività di indirizzo,coordinamento e supporto nei confronti dei responsabili delle strutture dell’azienda, con riferimento agli aspetti organizzativi e igienico sanitari e ai programmi di intervento di area specifica a tutela della salute, al fine di garantire l’integrazione fra le strutture aziendali”, si legge nella missiva firmata dal segretario provinciale Giovanni D’Ambra e inviata per conoscenza ai vertici della Regione Puglia.

La richiesta di dimissioni, secondo Cisal, “trova valido riscontro nella protervia dimostrata sia da Narracci che da Mellone nei confronti della nostra sigla sindacale, Rsu dell’azienda sanitaria”. Entrambi, nella denuncia di Cisal, avrebbero omesso di rispondere a precisa richiesta del 16 aprile,  relativa al personale mobilitato della Asl di Lecce. L’elenco delle presunte conseguenza di una gestione “insufficiente” dell’incarico, stilato dal sindacato, è impietoso: “Ciò ha ingenerato, e continua a ingenerare, nella stragrande maggioranza dei dipendenti una mancanza di fiducia nell’istituzione; notevoli difficoltà a credere all’imparzialità e al buon andamento dell’azione sanitaria , oltre al carente rispetto delle regole”.

Ai destinatari della missiva, Cisal sanità richiede “un concreto adoperarsi affinchè quanto sollecitato venga reso immediatamente esecutivo, non oltre le 72 ore dal ricevimento della presente”.

Il sindacato si dichiara pronto a certificare e sottoscrivere, nelle sedi opportune, “quanto fin qui dichiarato”, riservandosi di procedere con altre azioni.

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