Assalto al postamat, 112 rintraccia due auto: banditi disseminano chiodi a quattro punte

Il colpo non è riuscito a Patù. Poi l’inseguimento nel Brindisino: una è un’Alfa Giulietta usata anche in un episodio giorni fa, l’altra un’Audi A3 rubata a Squinzano. I militari hanno forato gli penumatici

Il forziere danneggiato dai malviventii.

PATÙ – Ci sarebbe un'organizzazione criminale del Brindisino, composta da più bande, dietro all'accaduto. Nuovo assalto, questa volta ai danni del postamat di Patù, in via Isonzo, poco dopo le 2 della scorsa notte. In tre, tanti gli individui avvistati anche se resi irriconoscibili da passamontagna, hanno raggiunto l’ufficio postale del piccolo borgo del Capo di Leuca per mettere a segno un colpo. Hanno cercato di scardinare con violenza lo sportello automatico e il portone di ingresso della filiale per arraffare i contanti depositati, usando dei guanti per non lasciare impronte. Eppure qualcosa è andato storto e il piano in fumo. Il colpo ha praticamente arrecato alcuni danni alla porta a vetri, forzata con un piede di porco, ma non sono stati portati via i soldi. È stato un carabiniere libero dal servizio a lanciare per primo l'allarme, richiamando sul posto i colleghi della compagnia di Tricase, guidata dal capitano Alessandro Riglietti.

Immediate le ricerche dei componenti della banda. L'auto con a bordo i malviventi, una Giulietta di colore bianco, è stata poi intercettata sempre nella nottata nei pressi di Torchiarolo, lungo la statale che collega Lecce a Brindisi. È la stessa utilizzata in un colpo identico lo scorso 13 gennaio, a Maruggio. Ma non è tutto. Durante i vari controlli da parte dei carabinieri di entrambe le province e dei posti di blocco allestiti a ridosso dei principali svincoli, intorno alle 3 e mezzo, la vettura è stata nuovamente avvistata.

Questa volta nel centro di Tuturano. Scattato un pericoloso inseguimento, i malviventi hanno fatto perdere le proprie tracce dileguandosi lungo la via che conduce a Mesagne, dove i militari dell’Arma brindisini hanno forato gli penumatici della propria pattuglia a causa dei chiodi a quattro punte disseminati sull’asfalto dalla banda per provocare incidenti e danni alle auto delle forze dell'ordine. Una pericolosa pratica come nella “tradizione” dei contrabbandieri degli anni Novanta, quando si sono verificati drammatici episodi e alcuni militari hanno anche perso la vita.

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81907ef6-3c70-4c1e-b4a9-c3ec0cc22060-2-2Sempre nella notte, inoltre, i carabinieri di Brindisi hanno intercettato, questa volta nelle campagne di Cellino San Marco, un’Audi A3 sospetta (in foto). I suoi occupanti, alla vista dei militari, hanno abbandonato il veicolo per poi dileguarsi nei pressi di San Pietro Vernotico. La vettura, rinvenuta da un istituto di vigilanza, è risultata rubata a Squinzano, lo scorso 12 dicembre. Ulteriori indagini sono ancora in corso. Forte il sospetto di un legame e di “cooperazione” con l’altra banda, ma gli inquirenti sono certi che stessero per passare a qualche azione criminale. A confermarlo, oltre alla fuga, anche il lancio di chiodi, esattamente come nell’altro episodio avvenuto quasi contemporaneamente.

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