Cannabis light, richiesti chiarimenti. Intanto il mercato illegale avanza

Nel Comitato per l'ordine e la sicurezza emerge un vuoto normativo: per ora la vendita resta libera, la vicenda rimessa al ministero della Salute. Preoccupa molto il traffico incessante e illegale dall'Albania

Il distributore in piazza Palio.

LECCE - Più della cannabis light prodotta legalmente, sono i grandi quantitativi di stupefacente trasportati dall'Albania verso le coste pdel Salento a destare viva preoccupazione. L'allarme è stato lanciato dal procuratore della Repubblica, Leonardo Leone De Castris, nel corso della riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza che si è tenuto questa mattina presso la prefettura di Lecce.

All'ordine del giorno dell'incontro la questione del distributore di cannabis light installato presso un locale pubblico di piazza Palio, a pochi metri da tre istituti superiori. L'acquisto è consentito solo ai maggiorenni, previo inserimento del codice fiscale, ma l'ubicazione del dispositivo automatico ha creato sconcerto innanzitutto nella dirigente scolastica del liceo scientifico Banzi Bazoli, in alcuni genitori ed esponenti politici cittadini. 

Il nodo della questione sta in una sorta di vuoto normativo che si è creato attorno alla legge 242 del 2016 che consente la produzione di canapa con principio attivo fino allo 0.6 per cento di tetraidrocannabinolo (Thc) e la commercializzazione di prodotti derivati con concentrazioni fino a 0.2. Le proprietà terapeutiche della canapa sono comprovate, tanto che il governo italiano ha chiesto e ottenuto di aumentare le importazioni dall'Olanda: se la produzione fosse interamente fatta nei confini nazionali, si stima un indotto occupazionale per circa diecimila persone.

Ma è il consumo cosiddetto ricreativo a essere nell'occhio del ciclone, quello che ciascuno può fare acquistando, al banco di una rivendita o presso un distributore, le infiorescenze della pianta. La legge in vigore ne ammette la libera vendita, purché siano infiorescenze lavorate; quelle pure, invece, possono essere cedute solo a uso ornamentale. Su quest'ultimo tipo si sono concentrate di recente alcune azioni di polizia, a Taranto come a Forlì, che hanno fatto propendere per una stretta sul mercato, adesso in piena espansione, della cannabis light.

L'esito del comitato è stato interlocutorio: il prefetto, Maria Teresa Cucinotta, ha precisato che con il quadro normativo attuale non si può intervenire con nessuna limitazione. Toccherà al ministero della Salute, che comunque è già in attesa di un parere dell'avvocatura dello Stato, riempire i vuoti esistenti e consentire agli enti subordinati, Regione in primis, di adottore eventuali provvedimenti in un contesto di definitiva chiarezza. Hanno partecipato anche il procuratore presso il Tribunale dei minorenni, Maria Cristina Rizzo, che ha sottolineato come il consumo di sostanze stupefacenti provenienti dal mercato illegale non sia oramai estraneo nemmemo agli studenti di scuola media, il dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale, Vincenzo Melilli, i rappresentanti di Asl e 118, il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, l'assessore alle Politiche Giovanili e Tutela della Salute, Silvia Miglietta e il presidente della Provincia, Stefano Minerva. 

Cannabis Webstore srl, azienda che rappresenta i marchi nazionali sul territorio della provincia e che ha rivendicato di operare nella piena legalità, ha commentato con soddisfazione le conclusioni dell'incontro in prefettura: "Chi opera nella legalità non deve temere controlli appurati, campionamenti, analisi verificate e puntuali, in un quadro normativo in cui spetta alle istituzioni nazionali ed europee il compito eventuale di cambiare le leggi dello Stato in cui si muovono gli operatori. Chi opera nella legalità e con marchi nazionali con una lunghissima filiera di controlli deve anzi sperare che l'azione delle forze dell'ordine e della magistratura colpisca senza pietà gli improvvisati del settore o chi si comporta in maniera illecita o commercializzando prodotti fuori dalla normativa".

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Contrariato dall'esito della riunione appare invece il segretario regionale della Lega, Andrea Caroppo: "Ci troviamo dinanzi a un colossale imbroglio per sdoganare del tutto la droga: si fa finta di vendere 'per collezione e ricerca' prodotti che invece si sa benissimo essere destinati all’uso umano e psicotropo, altrimenti perché piazzarsi vicino alle scuole o vendere anche estrattori di Thc e cartine?  La circolare del ministro dell’Interno del 31 luglio e la Cassazione Penale - ha scritto in una nota  - hanno chiarito che la legge invocata dai questi commercianti riguarda altre fattispecie, ovvero la commercializzazione agricola, florovivaistica e ornamentale della cannabis. In ogni caso, hanno chiarito che la presenza di Thc in misura superiore allo 0,2 per cento rende il prodotto sostanza stupefacente che non può essere commercializzata indiscriminatamente".

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