Cronaca

Rapinò gioielleria fingendosi cliente, condannato a 3 anni e otto mesi

Lo scorso ottobre, il 18enne, di origini brindisine, mise a segno il colpo, introducendosi nella rivendita di preziosi, a Squinzano. Depositò un acconto al mattino, fingendo di dover comprare un braccialetto, per poi tornare in serata, con un complice

La gioielleria rapinata

LECCE – Ammonta a tre anni e 8 mesi di reclusione la pena inflitta, al termine del giudizio con rito abbreviato, nei confronti di Michael Maggi, 18enne brindisino, ritenuto uno dei due autori della rapina compiuta a ottobre scorso ai danni della “Garofalo”, a Squinzano. La sentenza è stata emessa dal gup Antonia Martalò. Il pubblico ministero Antonio Negro aveva chiesto una condanna a sei anni.

La mattina dell’otto ottobre scorso, nella gioielleria squinzanese, la titolare, Maria Maddalo, vide entrare un ragazzo molto giovane, che si sarebbe poi scoperto essere Maggi. Questi, con modi educati che nulla lasciavano presagire rispetto alle reali intenzioni, chiese alla gioielliera di visionare alcuni braccialetti d’oro.michael-maggi-2

Su uno di questi, avrebbe voluto che fosse inciso il nome “Francesca”. Raccontò, infatti, che doveva fare un regalo. A breve avrebbe dovuto partecipare alla prima comunione della nipotina. Dissimulando vivo interesse, prese visione di alcuni preziosi, poi scelse un oggetto di suo gradimento e versò un acconto di 30 euro, per bloccarlo, senza ritirarlo subito.

La gioielliera non pensò mai che potesse essere tutta una messinscena, specie di fronte al versamento dei soldi. Quando, intorno alle 19 della sera dello stesso giorno, vide Maggi tornare insieme ad un altro giovane, non batté ciglio. I due, però, dopo averla bloccata, fecero razzia dei gioielli. Le intimarono di aprire le porte della gioielleria e di non chiamare i carabinieri. In questo modo, riuscirono a scappare agevolmente, salendo a bordo di una Citroen C3 nera, con cui avevano raggiunto poco prima Squinzano. L’auto fu vista da alcuni passanti, che però non annotarono la targa.

I due furono arrestati poco dopo per un altro colpo e riconosciuti poi dalla proprietaria della gioielleria, cui furono mostrate alcune foto segnaletiche. Dopo aver raccolto una lunga serie di elementi, i carabinieri della compagnia di Campi Salentina, guidati dal capitano Nicola Fasciano, strinsero il cerchio attorno ai due rapinatori.

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