Per il truffatore seriale un altro raggiro con la cera: obiettivo una confraternita

Dal commissariato di polizia di Galatina un ulteriore tassello del mosaico che vede al centro un 42enne di San Casario di Lecce che nelle ultime settimane avrebbe spillato denaro, o tentato di farlo, nel capoluogo e in alcuni centri della provincia

@TM News/Infophoto

GALATINA – Si sarebbe sentito così tanto preso dal ruolo di venditore di cera da mettere a segno una serie di truffe in sequenza utilizzando lo stesso copione: con quelle sembianze avrebbe gabbato, infatti, una parrocchia di Campi Salentina, un locale pubblico di Lecce e una confraternita di Galatina, il tutto nel giro di 24 ore. Interpretando altre parti, invece, avrebbe spillato denaro o tentato di farlo in numerose altre occasioni.

Almeno di questo sono convinti agenti di polizia e carabinieri che a Giovanni Luigi Pellegrino, 42enne di San Cesario di Lecce, stanno riconducendo, anche attraverso l’ausilio determinante dei testimoni, diversi episodi. L’uomo, che è stato arrestato il primo di agosto, a Lecce, oggi si trova ai domiciliari dopo aver patteggiato la pena. Un “vizio” a quanto pare incontenibile, il suo, che lo avrebbe portato a scorrazzare a Lecce e in alcuni paesi con una rapidità impressionante: solo il giorno precedente allo scattare delle manette era stato denunciato.

L’ultima truffa che gli è stata imputata in ordine di tempo, e per la quale è stato denunciato a piede libero, è quella del 13 luglio scorso, ai danni del cassiere della Confraternita della Chiesa della Madonna del Carmine, in via Pietro Siciliani a Galatina. Qui il 42enne si sarebbe presentato pochi minuti prima delle 21 sostenendo di dover scaricare pacchi contenenti cera liquidi, che avrebbe ordinato il parroco, in cambio di 120 euro. In pratica si sarebbe trattato della stessa messa in scena del giorno prima, in una parrocchia di Campi Salentina, dove avrebbe spillato 95 euro.

Davanti alle perplessità dell’interlocutore, Pellegrino avrebbe finto di telefonare al sacerdote, millantando di averne il numero di cellulare. Una scena che avrebbe convinto il cassiere a consegnare il denaro, senza però ricevere in cambio la merce dato l’allontanamento dell’uomo a bordo di un’auto. A quel punto, il priore della confraternita, che aveva assistito al dialogo, ha provato ad inseguire il fuggitivo riuscendo però solo a prendere il numero di targa della vettura.

Le indagini degli uomini del commissariato di Galatina hanno permesso di ricondurre il mezzo, una Fiat Bravo, proprio al Pellegrino il quale è stato poi riconosciuto in foto dalle persone presenti durante la truffa. Da segnalare che sempre quel 13 di luglio l’uomo avrebbe raggiunto il capoluogo, e precisamente il locale “Cagliostro” di via Cairoli dove sarebbe riuscito a farsi dare 120 euro per la presunta consegna di candele da esterno.

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