Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Contro i reati ambientali, è positivo il bilancio del numero verde del Wwf

Attivato dal 15 giugno al 15 settembre ha riscosso il consenso e la collaborazione attiva dei cittadini più sensibili: tante le segnalazioni arrivate, espressione di una partecipazione consapevole e dell'impegno dell'associazione

Incendio (repertorio)

LECCE - È positivo il bilancio del numero verde contro i reati ambientali, istituito dall’assessorato al demanio marittimo della Regione Puglia, attivo dal 15 giugno al 15 settembre e gestito dal Wwf Puglia, che ha riscosso il consenso e la collaborazione attiva dei cittadini più sensibili. Le segnalazioni, nel corso dell'estate, sono l'espressione di una partecipazione consapevole e diffusa allo sforzo e all'impegno del Wwf, secondo quanto sottolineano gli stessi ambientalisti, in difesa della natura e della bellezza paesaggistica del nostro territorio.

“Nel comprensorio di competenza del Wwf Terra d’Otranto – spiega il presidente Salvatore Ferreri -, le segnalazioni riguardavano principalmente le località di mare e perciò la condizione delle coste, bersaglio dell'aggressione selvaggia della speculazione, della cementificazione e del vandalismo, in più di qualche caso nella colpevole indifferenza delle istituzioni che avevano il compito di vigilare sulla loro integrità. Nei centri abitati costieri e nelle marine si segnala, ancora una volta, il problema irrisolto dei rifiuti solidi urbani, sia quelli abbandonati abusivamente da cittadini privi di senso civico sia, soprattutto, quelli accumulatisi presso i punti raccolta (cassonetti, campane per la differenziata e simili) per l'inadeguatezza dei servizi municipali di raccolta e smaltimento a fronte dell'aumento della popolazione residenziale nel periodo estivo.

Tra i numerosi problemi denunciati, e non da quest'anno, sono il camping ed il parcheggio auto in aree non autorizzate, gli ostacoli posti alla libera fruizione delle spiagge a causa degli stabilimenti balneari aumentati in numero ed estensione, la presenza di rifiuti sugli arenili, l'inquinamento acustico (soprattutto in prossimità di locali pubblici) e la denuncia di natanti portatisi sotto costa all'interno della zona di interdizione prevista per legge. Di particolare gravità, l’impatto antropico sulle dune, spesso sbancate per farne passaggi pedonali o varchi frontali per il passaggio automobilistico quando non anche giardini privati a servizio di ville che si affacciano sul mare.

La verifica sul posto delle segnalazioni, e la loro documentazione, anche di natura fotografica, è stata resa possibile dalla disponibilità degli attivisti del Wwf, che hanno svolto questo importantissimo ruolo in forma assolutamente volontaria e quindi a titolo gratuito, fatto ancora più significativo nell'attuale difficile situazione finanziaria in cui versano le amministrazioni locali, con le inevitabili ricadute sulla loro effettiva capacità di presidiare il territorio.

Oltre al suo concreto valore di vigilanza del territorio, perciò, questa esperienza assume anche un significato simbolico più alto nel momento in cui testimonia il primato dell'interesse collettivo e l'affermazione di un civismo etico che non intende arretrare dinanzi all'arrogante affermazione di interessi particolari e privati, di questi tempi così diffusa e radicata. Un buon auspicio per il futuro del nostro Paese.

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