Calcio violento, arbitri aggrediti: Daspo per due presidenti, un calciatore e un tifoso

Il 26 ottobre il direttore di gara di Atletico Cavallino - Cutrofiano subì un'aggressione. Nelle scorse ore la notifica del provvedimento emesso del questore. Per un episodio analogo colpito il massimo dirigente del Trepuzzi. Tutti sono stati denunciati

In primo piano la dottoressa Sandra Meo e il maggiore Pasquale Carnevale.

LECCE – Cinque anni di Daspo e tre di obbligo di firma: il giudice per le indagini preliminari, Antonia Martalò, ha convalidato i provvedimenti firmati dal questore di Lecce Antonio Maiorano nei confronti di tre persone coinvolte, a vario titolo, nell’aggressione all’arbitro 17enne della sezione di Lecce nel corso del secondo tempo della partita di Seconda categoria, girone C, tra Atletico Cavallino e Cutrofiano del 26 ottobre.

Si tratta del presidente della squadra di casa, Rosario Fina, di 56 anni, ritenuto responsabile di istigazione a delinquere per alcune dichiarazioni rilasciate in video e poi riprese da un sito giornalistico specializzato in notizie di calcio (Sololecce.it); di Massimiliano Lodeserto, 23enne calciatore del Cavallino e di Ivan Franco, di 29 anni, supporter della compagine ospitante.

Per un altro episodio di poco precedente, l’incontro tra l’Asd Trepuzzi e l’Asd Campi Salentina della Prima categoria è stato invece sottoposto al divieto di avvicinamento ai luoghi dove si svolgono competizioni sportive per la durata di tre anni il presidente della formazione locle, Vincenzo Elia, di 39 anni.

Sui Daspo emessi in relazione agli episodi di Trepuzzi e Cavallino è stata convocata questa mattina una conferenza stampa congiunta, introdotta dal questore, nella quale hanno preso la parola la dottoressa Sandra Meo, e il maggiore Pasquale Carnevale della compagnia dei carabinieri di Lecce, accompagnato dal maresciallo Riccardo De Bellis della stazione di Squinzano e del tenente Giancarlo Porta della compagnia di Campi Salentina.

Il primo fatto è ampiamente noto, perché riportato anche dalla stampa nazionale e stigmatizzato dalle massime autorità del mondo del calcio. Particolare importanza è stata attribuita alle parole che Fina utilizzò in quella clip che ha fatto il giro delle redazioni e del web: secondo le indagini condotte il messaggio di disvalore trasmesso in quella circostanza ha sobillato l’emulazione. Ed è spuntato un esempio concreto.

Pochi giorni dopo l’aggressione di Cavallino, infatti, nel campionato Giovanissimi, incontro Tricase – Sogliano Cavour del 3 novembre, un 50enne di Corigliano d’Otranto, padre di un giovane componente la formazione ospite, scavalcò la recinzione in preda all’ira per una decisione arbitrale per schiaffeggiare il direttore di gara. Nella circostanza le forze dell’ordine presenti udirono distintamente che sugli spalti si faceva riferimento all’aggressione di Cavallino, con parole che indicavano una chiara condivisione degli intenti punitivi nei confronti degli arbitri.

Trepuzzi-Campi Salentina del 12 ottobre

Nel corso del primo tempo della partita tra il Trepuzzi e il Campi, con gli ospiti in vantaggio, i carabinieri presenti colgono i primi segnali di degenerazione: all’indirizzo della panchina degli ospiti, che festeggiano il goal appena realizzato, vengono lanciati oggetti. In quel momento la squadra di casa ha già collezionato due espulsioni, ma la situazione precipita al minuto 43 quando arriva il terzo cartellino rosso.

A quel punto il direttore di gara, Giammarco Miccoli, di Bari, viene accerchiato dai calciatori del club trepuzzino. I militari decidono di intervenire ma in quel frangente il presidente Elia – conosciuto come una persona estremamente tranquilla - entra sul terreno di gioco e colpisce l’arbitro con una testata al braccio destro. Il match viene interrotto e sospeso definitivamente. Miccoli, al quale viene messo a referto un solo giorno di prognosi presso l’ospedale Perrino di Brindisi, non sporge denuncia ma si procede d’ufficio poiché la parte lesa è un pubblico ufficiale.

Cavallino – Cutrofiano del 26 ottobre

Alla mezzora del secondo tempo di Atletico Cavallino – Cutrofiano, il 17enne Rosato concede agli ospiti, sotto per 2 a 1, il secondo calcio di rigore della giornata. I giocatori di casa non gradiscono, protestano animatamente: uno di loro, Lodeserto, poi deferito a piede libero per lesioni personali dolose e squalificato dalla Figc per 5 anni, colpisce al volto l’arbitro che si ritrova costretto a decretare la sospensione della partita e a raggiungere il suo spogliatoio. Ma lì viene accerchiato ancora una volta dai giocatori di Cavallino che cercano di convincerlo senza troppi complimenti a riprendere il gioco. In questa fase concitata si verifica la seconda aggressione, quella compiuta dal tifoso, che solo per l’intervento di un calciatore della squadra locale viene allontanato. Per soccorrere Rosato interviene il personale del 118 che lo accompagna in ospedale dove gli viene riscontrato un trauma cranio-facciale, dolori alle spalla destra e alla gamba sinistra, il tutto per una prognosi di 3 settimane salvo complicazioni.

I carabinieri acquisiscono la denuncia della vittima e identificano il tifoso che ammette le proprie responsabilità, sottolineando però di aver solo strattonato il direttore di gara. Per lui scatta una denuncia a piede libero per lesioni dolose personali aggravate e violenza privata in concorso con persone non identificate. Ma non basta: poche ore dopo la sospensione del match inizia a circolare in rete il video con le dichiarazioni di Fina che fanno scalpore: “L’arbitro secondo me ha sbagliato e doveva essere punito – dice il massimo dirigente del Cavallino, peraltro già protagonista in passato di un precedente specifico -. Sono stati pochi i due schiaffi che si è preso”. E infine: “Se mi fosse capitato tra le mani lo avrei ammazzato”. Parole che per i carabinieri integrano la fattispecie di istigazione a delinquere, inclusa dal decreto legge 119 del 2014 “Disposizioni urgenti in materia di contrasto a fenomeni di illegalità e violenza in occasioni di manifestazioni sportive” nella lista di quelle che possono determinare il daspo. La Figc inibisce fina per 5 anni.

Naturalmente contro i daspo, che sono provvedimenti amministrativi, è ammesso il ricorso al Tar. Per quanto riguarda il versante penale, che procede su di un piano autonomo, si attendono gli sviluppi.

Altre partite al vaglio

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Al termine della conferenza si è fatto accenno ad altre tre partite della corrente stagione agonistica che sono al vaglio delle forze dell’ordine: una è Nardò-Francavilla, altre due sono state disputate a Maglie e Gallipoli.

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