Cronaca

Emergenza Xylella, marcia di protesta e accuse degli olivicoltori salentini

Sono stati oltre 200 i trattari che dai vari comuni salentini hanno raggiunto Maglie per protestare contro l'immobilismo della Regione Puglia

LECCE - Protestano gli olivicoltori salentini sottolienando che "per colpa della xylella e dell'inefficienza delle istituzioni regionali un intero comparto economico Salentino sta morendo. Per questo e per colpa della siccità molti frantoi non apriranno". Questa mattina i cortei di protesta del Comitato olivicoltori salentini partiti dai vari comuni della provincia di Lecce si sono ritrovati a Maglie. Sono stati oltre 200 i trattori giunti nella zona stadio per chiedere le dimissioni dell’assessore regionale all’agricoltura e per difendere il settore ormai devastato dalla Xylella Fastidiosa e dal "disinteresse del governo regionale".

Gli ovicoltori salentini puntano il dito contro l'assessore all'agricoltura regionale Leonardo di Gioia, accusandolo di aver "dimostrato ampiamente la sua inadeguatezza a ricoprire un ruolo  che per la Puglia e per il Salento è strategico". Per questo chiedono che all'assessorato arrivi una nuova persona e che la Regione Puglia si adoperi, con urgenza, per permettere agli olivicoltori di impiantare (anche a proprie spese) olivi delle cultivar riconosciute tolleranti al batterio, quali Leccino e Favolosa, con sesti tradizionali, intensivi o superintensivi. Inoltre di semplificare la procedura di espianto degli alberi in zona infetta, evitando che vengano addebitati ulteriori costi per certificare, a mezzo analisi Pcr, la presenza del batterio; e la dichiarazione permanente dello stato di calamità naturale con conseguenti sgravi fiscali, previdenziali e moratoria dei mutui bancari per tutti i soggetti della filiera.

Per il senatore Luigi d’Ambrosio Lettieri (Direzione Italia) gli olivicoltori salentini hanno ragione da vendere: "La peste che sta decimando gli ulivi pugliesi, ma anche determinando un grave danno sia economico agli olivicoltori che di immagine, la Regione Puglia è allo sbando e gli agricoltori sono lasciati soli nella incertezza più totale. La Regione si dia una mossa. La colpevole latitanza della Regione Puglia in un settore strategico come quello agricolo sta determinando danni enormi per l’economia regionale”. “Visto che politiche del settore risultano quantomeno inadeguate”, conclude il senatore, “il presidente Emiliano batta un colpo e risponda immediatamente alle richieste degli agricoltori pugliesi, a cominciare dalla dichiarazione permanente dello stato di calamità naturale e dai conseguenti sgravi fiscali, previdenziali e dalla moratoria dei mutui bancari, dalla erogazione dei fondi del Psr e del Ministero. E metta nelle condizioni tutti gli olivicoltori di procedere agevolmente sia agli espianti che al reimpianto di nuove cultivar resistenti al batterio della xylella fastidiosa”.

"La politica continua a dormire, a fare orecchie da mercante, continua a lasciare da sole le aziende olivicole, e il problema xylella è diventato un dramma per tutti gli ovicoltori salentini – affrema invece Paolo Pagliaro, dell’ufficio di presidenza nazionale di Forza Italia –. La manifestazione del Comitato spontaneo Olivicoltori Salentini, che ha raggruppato i trattori arrivati a Maglie dai comuni di Martano, Scorrano, Casarano, Vernole, Specchia, Aradeo, Neviano, Nociglia, San Cassiano, Presicce, Acquarica del Capo, Taurisano, Melendugno, Borgagne, Matino, Calimera, Supersano e altri paesi ancora, dovrebbe far capire ai nostri cari politici che devono fare qualcosa per aiutare queste persone e per rimettere in piedi il settore dell’ulivicoltura che ora, oltre al danno provocato dalla xylella, deve subire la beffa da parte di chi, invece, dovrebbe trovare delle soluzioni, per il bene dell’intero Salento". "Non c’è tempo da perdere, basta, si proceda con l’erogazione dei fondi previsti dal Piano di Sviluppo rurale e dal Ministero delle politiche agricole, che sono circa 44 milioni di euro totali. – conclude Pagliaro – Non possiamo continuare ad assistere alla morte lenta di uno dei settori più importanti per l’economia salentina".
 

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