Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Parte la Pet Tc al “Vito Fazzi”. Il prossimo obiettivo è l’acceleratore lineare

Da domani, mercoledì 9, presso il padiglione oncologico sarà possibile effettuare l'esame diagnostico. E' la prima struttura pubblica del Salento ad avere il macchinario. Si punta così a limitare i viaggi della speranza e i contenziosi

Il polo oncologico di Lecce.

LECCE – Operativa, da domani mattina, la Pet Tac del “Vito Fazzi” di Lecce. Lo ha comunicato il direttore generale della Asl di Lecce, Valdo Mellone impegnato in questi giorni anche su un altro fronte: quello aperto da almeno un anno, con vari appelli di malati oncologici e di istituzioni politiche locali, che punta all’acquisizione dell’acceleratore di particelle, di cui sono dotate solo pochissime strutture in Italia, che consente di ottenere efficaci risultati nella cura delle patologie tumorali laddove la strumentazione ordinaria può fare poco o nulla.

Si chiama Truebeam e, di recente, ha richiamato l'attenzione del sindaco di Lecce, di quello di Monteroni di Lecce, dei comuni dell'Unione del Nord Salento e di parlamentari e consiglieri regionali che si sono pubblicamente espressi in favore dell'acquisto a beneficio di un territorio che per certi versi presenta inquietanti dati sulla diffusione di alcune patologie.

Per effettuare l’esame diagnostico con la Pet Tac è necessaria la prescrizione del medico curante e la successiva prenotazione che può essere effettuata telefonicamente allo 0832 661591 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 oppure recandosi, negli stessi giorni e con lo stesso orario, presso il centro Pet dell’unità operativa complessa di medicina nucleare del padiglione oncologico Giovanni Paolo II.

Per Salvatore Capone, parlamentare del Pd, "non si può che esprimere soddisfazione per l’ottimo risultato raggiunto dal governo e dall’assessore regionale Elena Gentile insieme alla direzione generale guidata da Valdo Mellone, verso quell’implementazione dei servizi e della qualità che sempre più dovrà essere il vero obiettivo della sanità nella nostra Regione. Servizi e qualità in un’ottica di reti territoriali e di poli integrati, per consentire alla Puglia quel salto di qualità necessario anche a ridurre drasticamente viaggi della speranza e sanità passiva, soprattutto in questa nuova fase con l’uscita della Regione Puglia dal piano di rientro”.

Con la disponibilità della Pet Tac nella struttura pubblica leccese si punta a porre fine alle trasferte in altre città – Brindisi e Bari – per fare un esame fondamentale per la corretta diagnosi. L’alternativa, fino ad oggi, è quella di  ricorrere alle strutture private convenzionate, le quali però, una volta esaurito il budget regionale, non erogano prestazioni se non a pagamento. Tale dinamica ha generato un lungo contenzioso davanti al giudice di pace che ha condannato, in nome della tutela suprema del diritto alla salute, l’istituzione regionale per ben undici volte a rifondere le spese sostenute dagli ammalati. Le ultime due sentenze sono della scorsa settimana.

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