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Feci di animali e sputi sulle vetrine della gelateria: due fratelli condannati per stalking

Emesso il verdetto nei riguardi di un uomo di 72 anni e della sorella, accusati di aver tormentato il titolare dell’attività commerciale e la sua compagna. Riconosciuto anche il risarcimento del danno per 20mila euro

TRICASE - Erano accusati di aver tormentato il proprietario di una gelateria a Tricase e la compagna che lavorava con lui, sin dal momento dell’avvio dell’attività, nel 2017, e per questo sono stati condannati.

Il verdetto è stato di un anno e mezzo di reclusione per Giuseppe De Iaco, 72 anni, e di un anno e quattro mesi per la sorella Maria Addolorata, 77, entrambi di Tricase, domiciliati proprio nei pressi dell’esercizio commerciale preso di mira.  

La sentenza è stata emessa dal giudice per l’udienza preliminare Giulia Proto all’esito del processo discusso ieri col rito abbreviato, in linea alle richieste invocate dal pubblico ministero Simona Rizzo che erano, per lui di un anno e nove mesi e per lei di un anno e sei mesi.

Nel dispositivo (le cui motivazioni saranno depositate nei prossimi giorni) ai due imputati non è stato riconosciuto il beneficio della pena sospesa ed è stato imposto il risarcimento del danno alla coppia che si era costituita parte civile con gli avvocati Silvio Verri e Biagio Martella.

Si è chiuso così il procedimento avviato in seguito alla denuncia sporta dal titolare della gelateria, esasperato dal comportamento dei due vicini che non avrebbero perso occasione di fargli dispetti e insultare sia lui che la convivente.

Sputi sulle vetrine, escrementi lasciati all’ingresso del locale, danni alle autovetture, ma anche offese e insulti gratuiti anche alla presenza dei clienti: “Disgraziati, dovete andare via”; “morto de fame” “truffatore”; “fai molta attenzione”; “apri l’occhi”; “mo l’ha pagare”. Alla malcapitata, che pressata dalla situazione decise poi di lasciare il lavoro, i fratelli le avrebbero dato della poco di buono, della scansafatiche, della meretrice.

Sono questi gli episodi, alcuni dei quali filmati dalle telecamere di videosorveglianza esterne all’esercizio commerciale, in considerazione dei quali lo scorso dicembre il giudice Michele Toriello emise nei riguardi dei De Iaco il divieto di avvicinamento (con l’obbligo di tenersi distanti di almeno 100 metri) dalle persone offese, e successivamente il decreto di giudizio immediato con il quale era stato fissato (saltando così il passaggio dell’udienza preliminare) il processo ordinario.

Gli imputati, assistiti dall’avvocato Carlo Chiuri, avevano poi scelto e ottenuto di essere valutati col rito abbreviato, grazie al quale hanno ottenuto lo sconto di un terzo della pena.

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