Cronaca

Due colpi in due mesi: la banda del buco svuota negozio di argenteria

Clamoroso furto la notte scorsa nel negozio all'ingrosso "L'arte degli argenti" di Melpignano. I ladri hanno smontato tutti gli impianti e perforato un muro, rubando preziosi per circa 20mila euro. E prima di Natale lì c'era stato un altro colpo grosso, da almeno 60mila euro

Il foro praticato nel muro dell'edificio per accedere al negozio.

MELPIGNANO – Quando i titolari del negozio all’ingrosso “L’arte degli argenti” di Melpignano sono tornati al lavoro, questa mattina, hanno provato la stessa sconcertante impressione chi si trovi davanti agli effetti di un terremoto.

Stentavano a credere ai loro occhi. Eppure, era tutto tristemente vero: una porzione intera di parete perforata, pietre e intonaco sparsi ovunque sulle scale, la porta blindata spalancata, contenitori gettati alla rinfusa, una videocamera esterna mancante, l’impianto di allarme disattivato, intere vetrine svuotate di collane, orologi, vassoi, posate. Qualunque cosa per i ladri avesse un valore particolare, fosse probabilmente più facile anche da collocare presso i ricettatori, ha preso letteralmente il largo.

Un furto organizzato in ogni singolo dettaglio, da veri professionisti del crimine. E per i proprietari un colpo davvero troppo duro da digerire. La notte scorsa, infatti, è stato il secondo passaggio di predoni subito nel giro di due mesi. Una quindicina di giorni prima di Natale, infatti, una banda (forse sempre la stessa) aveva già fatto razzie in quel negozio, rubando anche in quel caso ori e argenteria per decine di migliaia di euro.

Solo che quella volta avevano avuto gioco facile, perché i titolari avevano scordato di attivare l’allarme. E così, ai malviventi era bastato sfondare la porta per entrare e sottrarre il più possibile. Non solo. Il sospetto è che in quell'occasione abbiano anche annotato ogni particolare, forse scattato fotografie, per studiare a fondo il locale, scoprire tutti i sistemi di sicurezza, e sapere quindi come agire qualora avessero inteso tornare in un secondo momento. Lo dimostra la sicurezza con cui si sono mossi la notte scorsa.

L’attività è gestita da una coppia di coniugi. In quel punto vendita all’ingrosso, molto noto nel Magliese, si arriva attraverso la strada statale 16, uscendo allo svincolo per Melpignano. L’impianto d’allarme questa volta era collegato alla vigilanza privata Sveviapol. Ma non c’è stato nulla da fare. I ladri hanno oltrepassato ogni scoglio con una tale destrezza da lasciare tutti sconcertati, staccando antenne e sensori, sradicando i fili dell’impianto d’allarme, smontando anche la telecamere puntate verso il piazzale esterno, in prossimità dell’ingresso, e infine perforando una parete interna.

Al momento non si conosce ancora l’orario in cui hanno agito, né, ovviamente, il numero di persone di cui era composta la banda, ma, di certo, doveva trattarsi di un gruppo piuttosto folto fra “pali”, conducenti di uno o più mezzi (probabilmente furgoni) e “operai”. Una volta certi di aver staccato ogni collegamento (all’istituto di vigilanza non è arrivato praticamente alcun segnale), i malviventi si sono introdotti nell’edificio salendo al piano superiore e rompendo una piccola finestra.

Da lì sono entrati negli uffici, ma ovviamente i loro obiettivi erano al piano inferiore: negozio e magazzino. Questi ambienti sono divisi anche dall’interno da una porta blindata d’acciaio, ma evidentemente i banditi non si sono scoraggiati. Hanno perforato il muro dal pianerottolo di una scala (peraltro una parete piuttosto spessa), poi uno di loro si è infilato dentro ed ha aperto la porta dall’interno, agevolando i complici. E a quel punto si pur dire che abbiano fatto festa.

I ladri hanno rovistato ovunque, aprendo pacchi e pacchetti, cofani e quant’altro, ma si sono concentrati soprattutto sugli oggetti in esposizione nelle vetrine. Il danno al momento non è quantificato. In queste ore i titolari stanno ancora facendo l’inventario. Dovrebbe però aggirarsi fra i 15 e i 20mila euro, che diventano almeno 70-75mila se si considera il furto precedente. Ma quello che ha lasciato tutti di stucco è stato lo scompiglio che hanno provocato. In queste ore sono ancora al lavoro in sei, compresi i dipendenti, per rimettere tutto in ordine.

Forse i ladri credevano di trovare oggetti particolarmente preziosi nascosti fra altri più comuni, per questo hanno aperto anche bomboniere e rovistato fra vetri di Murano. In realtà, non hanno fatto altro che provocare ulteriori danni e far salire il mercurio nel termometro della rabbia delle vittime, già provate dal primo furto. Sul posto si sono recati i carabinieri della compagnia di Maglie con la scientifica per i rilievi. Sembra che siano anche state effettuate anche alcune perquisizioni in abitazioni di persone sospette, ma al momento senza scoperte di rilievo.     

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