Notte di fuoco a Galatone, nel giro di un'ora carbonizzati due veicoli

Prima la Skoda Octavia di un artigiano in via Colitta, poi in via Convento il motocarro di un giovane in passato vittima di una agguato a colpi di pistola. Sul posto pompieri e carabinieri. Al vaglio vi sono le videocamere

I carabinieri questa mattina in via Convento e, sotto, i segni del rogo in via Colitta.

GALATONE – Il primo incendio è divampato intorno alle 3 di notte. Un’ora e un quarto dopo, quando ancora l’intervento non si era nemmeno del tutto concluso, ecco una seconda chiamata, per un altro rogo, nella zona opposta di Galatone. E ora i carabinieri della stazione locale e della compagnia di Gallipoli stanno cercando di riannodare i fili dell’intera vicenda perché non c’è piena convinzione che sia stata una casualità. I fatti potrebbero essere collegati, ma è solo un’ipotesi, per ora, sulla quale i militari stanno comunque facendo accertamenti.

Di certo, di una notte di fuoco, non restano che carcasse di lamiere fumanti. Quelle di una Skoda Octavia e di un motocarro Ape. L’Octavia, di proprietà di un giovane artigiano locale che lavora il ferrovecchio, era parcheggiata in via Alceste Colitta. E attorno alle 3, all’improvviso, il rogo. Le fiamme hanno divorato il mezzo e i vigili del fuoco hanno potuto fare ben poco, se non arginare l’incendio prima che provocasse danni ulteriori. Sul posto sono poi arrivati anche i carabinieri per i primi accertamenti. Carabinieri che, alle 4,15 circa, hanno ricevuto una chiamata per un altro incendio. Era appena scoppiato in via Convento, dalla parte opposta di Galatone, coinvolgendo il motocarro da lavoro.

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Gli stessi carabinieri hanno avvisato i vigili del fuoco e così, in breve, a distanza di poco più di un’ora, si è riproposto uno scenario simile a quello di via Colitta, con idranti in azione e accertamenti in corso. La particolarità di questo secondo rogo risiede nel fatto che l’Ape appartenga a Marco Caracciolo, giovane del posto che nel 2012 fu vittima di un grave fatto di sangue: fu colpito da quattro colpi di pistola all’addome. In cinque furono condannati per il suo tentato omicidio. E ora i carabinieri sono al lavoro, per capire se, come si pensa, entrambi gli incendi siano dolosi e se vi sia una connessione fra gli episodi. Anche per questo, sono al vaglio diverse videocamere di entrambe le zone in cui sono divampate le fiamme.

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Non solo. Va aggiunto che proprio la notte precedente, sempre a Galatone, erano già andati a fuoco due mezzi, due Ford Focus, quella di un geometra e di un disoccupato. Troppi episodi tutti insieme che, di certo, fanno salire la tensione dentro Galatone. 

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