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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca Gallipoli / Via della Cala

Come nell’antica Roma: la “cloaca” di un intero isolato sversava liquami in mare

Case, b&b, attività commerciali, uffici. Per oltre un decennio, a Gallipoli, strutture senza allaccio alla rete fognante hanno conferito direttamente nelle acque in modo abusivo. La condotta culminava in via della Cala. Livelli di contaminazione fecale ben oltre i limiti

GALLIPOLI – Grandi complessi condominiali con abitazioni, locali commerciali, uffici, istituti bancari, b&b ed altre attività ricettivo-turistiche. Un intero isolato, in sostanza, del tutto privo di allaccio regolare alla rete fognante di Gallipoli. Al posto del collegamento alla fogna, tutte le colonne di scarico condominiali sversavano i reflui di wc e cucine all’interno di una condotta che gli uomini della guardia costiera, i quali hanno indagato sulla vicenda, ben dipingono: era utilizzata come una cloaca della Roma antica.

La conseguenza? Un ingente quantitativo di reflui domestici terminava ogni giorno in mare, senza subire alcun trattamento di depurazione. Inutile anche elencare gli effetti dannosi sulla salute pubblica e sull’ambiente.

La sconcertante situazione andava avanti da oltre un decennio. E l’estate scorsa, per la precisione il 3 di agosto, un video girato in pieno giorno fece il giro del web attraverso i social, denunciando proprio la presenza di una conduttura sotterranea che da via della Cala sversava in mare un ingente quantitativo di liquami maleodoranti. Il tutto a pochi isolati dal centro della città. Suscitando indignazione e preoccupazione fra cittadini e turisti.

I primi accertamenti

Quel giorno erano iniziati gli accertamenti della guardia costiera di Gallipoli, che aveva inviato personale specializzato del Nucleo operativo di polizia ambientale, per prelevare, con l’Arpa di Puglia, alcuni campioni del refluo. Sottoposti ad analisi microbiologiche, si era poi avuta conferma che lo sversamento era di origine fognaria, vista la presenza massiva e rilevante di indicatori microbiologici di contaminazione fecale, ben oltre i valori massimi consentiti dal Decreto legislativo 152/2006 (Testo unico ambientale).

Gli accertamenti sono proseguiti nei mesi successivi, richiedendo al Comune di Gallipoli e all’Acquedotto pugliese (rispettivamente titolare e gestore del servizio idrico integrato) di verificare eventuali danni alla rete fognante cittadina. La risposta di Aqp: nessuna anomalia e, soprattutto, la condotta da cui fuoriuscivano i liquami non era da essa gestita. I militari, a quel punto, hanno proceduto a ispezionare l’interno della condotta, anche con videoriprese grazie alla collaborazione dei tecnici di Aqp, percorrendola a ritroso per alcune decine di metri, fino a riscontrare, al suo interno, la presenza di strane tubazioni dalle quali fuoriuscivano costantemente liquami diretti verso il mare e provenienti presumibilmente da alcuni immobili non regolarmente allacciati alla rete.

Una situazione nota da tempo

Ma le sorprese non erano finite, spiegano ancora dalla Capitaneria di porto, perché tale situazione sembrava nota già da lungo tempo, come si sarebbe evinto da diverse missive trasmesse negli anni da Aqp al Comune di Gallipoli. Informata la Procura leccese, la guardia costiera ha continuato le indagini, effettuando controlli a tappeto su tutti gli immobili presenti in zona. Fra le altre cose, è stato immesso negli scarichi delle abitazioni e dei locali commerciali un apposito fluido tracciante, per verificare se il refluo prodotto confluisse nella rete fognante cittadina oppure in mare.

La condotta abusiva e le verifiche

Gli accertamenti, dunque, hanno portato alla luce quanto detto all’inizio: un intero isolato era senza allaccio e scaricava direttamente in mare. E dal controllo della fitta rete di tubature di scarico degli immobili è emerso anche che, a causa della rottura di alcune linee, parte dei reflui condominiali percolavano dentro la vasca dell’impianto antincendio di un autoparco, all’interno della quale è riscontrata la presenza di una pompa sommersa e di una linea volante collegata anch’essa alla condotta di via della Cala.

Ancora: dagli atti acquisiti dalla guardia costiera presso Aqp e uffici comunali, posti al vaglio dell’autorità giudiziaria, si è evinto che, sebbene l’isolato fosse provvisto già dal 2006 di condutture di fogna pubblica adducenti all’impianto di depurazione della città, e sebbene con un’ordinanza del sindaco si fosse intimato ai residenti di procedere all’allaccio degli scarichi fognanti a detti tratti di fognatura, i proprietari non avevano adempiuto, mantenendo così i propri scarichi nella vecchia rete fognante comunale, che continuava a riversare ininterrottamente in mare tutti i reflui non trattati.

Verbali e denunce

Da una prima stima effettuata da Aqp, sulla base dei consumi idrici di ogni utenza, è risultato che negli ultimi quindici anni dalla condotta di via della Cala sono stati sversati in mare circa 85.055 metri cubi di reflui domestici non depurati.

Agli amministratori condominiali e agli altri soggetti coinvolti è stato contestato lo scarico di acque reflue domestiche non autorizzate, punito con sanzione amministrativa che va da 3mila a 30mila euro. Mentre la Procura dovrà valutare le ipotesi di reato di inquinamento ambientale, getto pericoloso di cose, durevole deterioramento delle acque, deturpamento di bellezze naturali e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.

Video | "Viaggio" nella condotta della vergogna

Nel frattempo, i titolari delle utenze non a norma hanno dovuto procedere (finalmente) a regolarizzare l’allaccio alla rete fognante cittadina, anche attraverso importanti interventi strutturali, con il coinvolgimento del Comune e di Aqp e sotto la costante sorveglianza della guardia costiera. I lavori di adeguamento sono terminati prima dell’estate, anche se all’appello manca ancora una grossa attività commerciale che però attualmente resta chiusa.

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