Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Gasdotto Tap: nessuna rimozione, gli ultimi 43 ulivi rimarranno nel cantiere

La decisione è stata presa al termine di un incontro in prefettura. Presente, oltre alle istituzioni, il country manager di Tap

LECCE – C’è un nuovo importante capitolo nella vicenda legata al cantiere del gasdotto Tap. Nessun trasferimento, almeno per ora, per i 43 ulivi rimasti all’interno della zona dei lavori, al contrario dei 157 espiantati a fine marzo.  Una decisione adottata la termine del vertice presieduto dal prefetto Claudio Palomba e al quale hanno partecipato il questore Pierluigi D’Angelo, il country manager Tap Italia, Michele Mario Elia, i sindaci di Melendugno e Martano, Marco Potì e Fabio Tarantino, e il comandante della polizia municipale di Melendugno, Antonio Nahi.

 “Dodici ulivi saranno sistemati in dei vasi, perché dove sono zollati avranno vita breve, e lasciarli insieme ai 31 già nei vasi nell’area di cantiere”, ha spiegato Elia. “Il nostro obiettivo principale è quello di salvaguardare gli ulivi, considerato sempre che lavoriamo con le autorizzazioni ricevute e seguendo le procedure d’intesa con il prefetto – ha aggiunto il manager.

La sistemazione degli alberi, avverrà nei prossimi giorni. Lunedì i tecnici dell’Osservatorio fitosanitario regionale e dell’Ufficio provinciale agricoltura di Lecce eseguiranno dei sopralluoghi per verificare le condizioni degli alberi e stabilire se possono restare nel cantiere per i prossimi mesi.

 “E’ una scelta di buon senso”, il commento del sindaco di Melendugno, Marco Potì. “Abbiamo manifestato al prefetto Claudio Palomba la preoccupazione per la salute degli alberi e chiesto di metterli in sicurezza nella stessa zona in cui si trovano cioè a San Basilio, dove stanno già gli altri 31 nei vasi, e poi sospendere i lavori fino a ottobre”. Sul futuro dell’opera il primo cittadino auspica uno stop: “Da qui a ottobre si chiariranno altre situazioni, come quelle relative alla costruzione del micro tunnel e potranno essere convocati altri incontri politici con le istituzioni regionali e nazionali per dare risposta alle questioni sollevate da 94 sindaci, che rappresentano 800mila abitanti del Salento”.

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