Incendio devasta abitazione, paura per due bombole di gas all'interno

Paura a Maglie, in via Don Ciccio Rotundo. Sul posto vigili del fuoco del distaccamento locale e da Lecce che hanno lavorato per diverse ore. Salvi i residenti, ma la casa in legno è andata completamente distrutta

Alcune delle immagini, per gentile concessione di Riccardo Sergi.

MAGLIE – L’incendio è divampato intorno alle 9 del mattino. L’origine non è ancora chiara. Un un uomo sulla settantina a la badante, straniera, sono salvi, certo, non hanno riportato intossicazioni o ustioni, ma l’abitazione, quasi tutta composta in legno, è andata completamente distrutta.

Sono stati momenti di vera paura, quelli vissuti questa mattina alla periferia estrema di Maglie. Il rogo, divampato per cause ancora da accertare, con precisione, ha coinvolto un’abitazione in stile colonico di via Don Ciccio Rotundo, area a ridosso delle campagne che circondano la cittadina. E in breve tempo, le fiamme si sono estese a tutti gli ambienti domestici, per circa 150 metri quadrati.

Sul posto sono intervenuti per primi i vigili del fuoco del distaccamento locale. Ma una squadra da sola non era sufficiente a fronteggiare il problema. E’ stato necessario l’invio di un’autobotte da Lecce.

Uno dei problemi principali era rappresentato dalle bombole di gas. Due quelle presenti in casa, che i vigili hanno dovuto recuperare e portare verso l’esterno, evitando che al danno già notevole provocato dall’incendio, si unissero anche i rischi dovuti a un’esplosione. Che per fortuna non c'è stata, a parte una forte fiammata. 

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia, per bloccare la via, in attesa che finissero le operazioni di spegnimento, che si sono concluse all’incirca verso mezzogiorno.

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L’aspetto singolare è che si tratta del secondo episodio pressoché identico nel giro di soli quattro giorni. Nella tarda serata del 12 dicembre, in via Giulio Natta, alla periferia di Lecce, le fiamme hanno divorato un’altra abitazione di legno, di proprietà di ristoratori. In quel caso, l’origine è stata attribuita a una stufa a pellet dimenticata accesa. E, quanto pare, stando alle prime ipotesi, anche in questo caso tutto avrebbe avuto origine da una stufa. 

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