Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

La banda di Taurisano in aula, invocate quattro condanne e un'assoluzione

E’ tornato in aula, dinanzi al gup Vincenzo Brancato, il processo relativo al gruppo accusato di aver cercato in ogni modo di conquistare la supremazia nel territorio tra Taurisano e Supersano. Il pubblico ministero Giuseppe Capoccia ha formulato la sua requisitoria

LECCE – E’ tornato in aula, dinanzi al gup Vincenzo Brancato, il processo relativo al gruppo accusato di aver cercato in ogni modo di conquistare la supremazia nel territorio tra Taurisano e Supersano e a vendicare ogni presunto torto subito. Il pubblico ministero Giuseppe Capoccia ha chiesto 4 anni di reclusione per Fernando Vizzino, 29 anni di Nociglia; 3 anni e mezzo per Antonio Galati; 4 mesi a testa per Daniele Urso, 28enne di Taurisano e Daniele Manco, 32enne di Taurisano (accusati di favoreggiamento). L’assoluzione invece è stata invocata per Giuseppe Rizzello, 27enne di Poggiardo.

Dagli atti d’indagine emerge la personalità estremamente violenta di alcuni personaggi come Antonio Galati, Emanuele Toma, Orazio Preite (alcuni degli altri imputati) e Fernando Vizzino, accusati di aver “consumato violenze e minacce ai danni di svariate persone, anche per i motivi più futili, spesso adoperando armi, anche clandestine”. Giovani, feroci e spietati. E’ questa la chiave di lettura del gip Ines Casciaro nell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti dei cinque uomini.

La lunga scia di attentati inizia nella primavera del 2010, con gli agguati compiuti, secondo gli inquirenti, da Toma e Preite ai danni di Daniele Urso, “colpevole” di aver intrattenuto una relazione sentimentale con l’ex fidanzata di Preite. La vittima aveva quindi deciso di emigrare all’estero. Sempre nello stesso periodo avviene un altro agguato, a colpi di pistola, a cui sfugge miracolosamente Daniele Manco, detto “Nena”.

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