Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Lavoro, controlli in tutta la provinca: imperversa quello irregolare. Sospese quattro attività

Sopralluoghi dei carabinieri del Nil a Lecce, Martano, Gallipoli, Soleto, Otranto e Matino. Al setaccio circa 15 aziende, trovati 25 posizioni irregolari: 19 lavoratori erano completamente in nero. In un allevamento ovicolo paga di 25 euro al giorno

Foto d'archivio.

LECCE – La sicurezza sul lavoro? Per molti, forse ancora troppi, una chimera. Questo vale soprattutto (ma non solo) per i cantieri edili, dove a volte basta una distrazione per sfiorare una tragedia. E c’è persino chi preferisce rischiare l’infortunio grave di qualche operaio, magari già di suo assunto senza contratto, soprassedendo su qualsiasi direttiva e prima ancora sul buon senso, quando si ritrova con il fiato sul collo del committente e i tempi di consegna stringono.

E’ emerso questo e molto altro durante l’ultima tornata di controlli messi in atto dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro insieme con i funzionari della Direzione territoriale del lavoro. E i dati dimostrano quanto ancora si sia lontani da una condizione accettabile, se è vero che è bastato sondare una quindicina di aziende per scoprire venticinque lavoratori irregolari, di cui ben diciannove completamente in nero.

Nell’offensiva contro la piaga dell’occupazione senza alcuna forma di tutela, militari e ispettori hanno sondato il campo nei più disparati comparti produttivi: allevamento, agricoltura, ma anche lavanderie industriali e settore turistico–alberghiero, senza dimenticare pubblici esercizi e il già citato comparto dell’edilizia. Le ispezioni si sono svolte nei comuni di Martano, Gallipoli, Soleto, Otranto, Matino e Lecce.

Gli stessi ispettori sono rimasti colpiti dalle condizioni di lavoro all’interno di un allevamento avicolo. Qui, su un totale di otto occupati, ben cinque erano “fantasmi” per la pubblica amministrazione. E non solo erano stati assunti in nero, dunque, ma anche impiegati in condizioni ambientali difficili, per una paga giornaliera di soli 25 euro.

Basti pensare come i lavoratori non fossero nemmeno mai stati sottoposti a controlli medici per accertarne l’idoneità fisica alle particolari mansioni e non avessero ancora partecipato ai corsi di formazione e informazione a cura del datore di lavoro. Il quale sarebbe stato a sua volta privo di documento di valutazione dei rischi e di altro ancora, in tema di sicurezza.

A causa delle violazioni in fatto di prevenzione e avendo superato (abbondantemente) la soglia del 20 per cento di lavoratori irregolari rispetto a quelli occupati con contratto, l’attività imprenditoriale è stata sospesa.

Non è certo stato questo il solo caso al limite. Durante un controllo a carico di un complesso turistico in fase di ristrutturazione, sono stati sorpresi altri sei lavoratori in nero. Come anticipato, operavano per conto di un’impresa edile in violazione delle norme giuslavoristiche, a quanto pare per accelerare i tempi di consegna dei lavori. L’effetto ottenuto, il contrario: il cantiere è stato sospeso e in più sono scattate sanzioni amministrative e penali per una sfilza di violazioni.

Presso un capannone industriale dove sorgono alcune aziende specializzate nell’attività di lavanderia e stireria industriale, gli ispettori hanno poi identificato altri cinque lavoratori in nero. Non avevano alcuna copertura previdenziale, assicurativa e sanitaria.  Sessantotto sono stati gli illeciti amministrativi accertati, mentre ammontano a poco più di 107mila e 200 euro le multe inflitte.

Dalla cosiddetta “maxi sanzione per lavoro nero”, alla tenuta irregolare del libro unico del lavoro, passando dalla mancata consegna del contratto e del tesserino di riconoscimento, le violazioni hanno toccato quasi tutto il ventaglio di disposizioni esistenti.

Gli imprenditori inadempienti sono stati segnalati alla Procura di Lecce per le violazioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Fra queste spiccano la mancata redazione del documento di valutazione dei rischi e del piano operativo della sicurezza, ma anche il fatto di non aver designato il coordinatore in fase di esecuzione (per quanto riguarda, nello specifico, i cantieri edili). 

Quattro sono state in le aziende nei confronti delle quali è scattata la sospensione dell’attività imprenditoriale per impiego di lavoratori in nero in misura superiore al 20 per cento di quello occupato regolarmente. Con un’ulteriore sanzione di mille e 950 euro che ogni imprenditore ha dovuto già pagare per poter riprendere l’attività.

Sono già stati recuperati alle casse dell’Inps 7mila e 800 euro contributi evasi. E non finisce qui. I datori di lavoro sanzionati, infatti, saranno segnalati anche alla guardia di finanza per gli illeciti fiscali e tributari. Cioè, per il pagamento in nero delle retribuzioni.

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