Punito per aver chiamato il 113 segnalando una rissa, aggressore indagato

Un 26enne gambiano ha rifilato una testata a un 25enne pachistano, rompendogli il naso: aveva chiesto l'intervento della polizia

LECCE – Colpito per aver chiamato la polizia. Una violenta testata che, il 14 gennaio scorso, gli ha provocato la frattura del setto nasale. Vittima, un 25enne pachistano, titolare di un locale di kebab. Ora, c’è un indagato per quella che è stata una vera e propria spedizione punitiva. Si tratta di un 26enne del Gambia, senza fissa dimora, né permesso di soggiorno.

Quel giorno, il malcapitato aveva udito grida provenienti dalla strada. Affacciatosi da locale, aveva visto un gruppo di cinque o sei giovani di colore, ubriachi, che se le stavano dando di santa ragione. Una pericolosa rissa anche a colpi di bottiglie di vetro, quelle delle birre ormai svuotate, che si stavano gettando addosso l’un l’altro, mirando anche alla testa. Vista la situazione, il 25enne aveva subito chiamato il 113, ma, all’arrivo di due volanti, il gruppo aveva pensato bene di svignarsela.

Il ritorno per punire chi aveva chiamato il 113

Ma non era finita lì. Lo stesso giorno, più tardi, verso le 17,15 circa, mentre il giovane pachistano si trovava nei pressi di casa propria, ecco riapparire all’improvviso uno dei coinvolti nella rissa. Era tornato a cercarlo per fargliela pagare, visto che aveva “osato” richiedere l’intervento della polizia. E, senza troppi complimenti, l’aveva afferrato per il collo, rifilandogli una forte testata sul volto, rompendogli il setto nasale, lasciandolo per strada, grondante di sangue e minacciandolo ulteriormente, prima di allontanarsi. E così, ancora una volta il poveretto aveva dovuto chiedere di nuovo l’intervento della polizia, oltre a quello del 118, per essere trasportato in ospedale e medicato.

Quel giorno, la vittima aveva fornito accurate descrizioni del soggetto da ricercare. Riuscito a farla franca solo per poco. Ieri pomeriggio, infatti, nel corso dei consueti servizi di controllo nelle zone della ritenute più a rischio (Rudiae-Ferrovia e centro storico,  piazzale stazione, via Duca degli Abruzzi, via Martiri d’Otranto e villa comunale), proprio in viale Oronzo Quarta, luogo in cui si era consumata l’aggressione, è stato notato il giovane descritto. Gli agenti lo hanno fermato, identificandolo. Anzi, l’hanno proprio bloccato, visto che, intuendo guai in arrivo, ha cercato di alungare il passo verso la stazione ferroviaria.

Fermato, ha fornito una falsa identità

Dapprima, il 26enne si è dichiarato sprovvisto di documenti. Poi, una volta negli uffici di viale Otranto, durante un controllo del contenuto di una borsa che aveva con sé, sono stati trovati documenti che ha riferito appartenergli. Fra questi, anche un permesso di soggiorno rilasciato dalla questura di Bari. Ma i poliziotti, sospettando che stesse mentendo sulle sue generalità e che i documenti non fossero suoi, hanno svolto ulteriori accertamenti dai quali si è acclarato come l’identità fornita fosse falsa. E ora il gambiano è stato denunciato per rissa, lesioni personali e false generalità. E’ stato anche posto all’attenzione della divisione immigrazione in quanto in italia da clandestino.

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