Cronaca Via Taranto

Sradicato bancomat della Bnl, ma era attiva la macchiatura dei soldi

Dopo 24 ore un nuovo assalto, questa volta a Lecce. Con due mezzi posteggiati di traverso hanno chiuso via Taranto e con un escavatore, estratto il forziere, portandolo nei campi dietro al Motel Aloisi

Luca Capoccia Photo.

LECCE – Ventiquattrore dopo, stessa tecnica e colpo, questa volta, riuscito. Almeno tecnicamente. Il bottino è di valore notevole, anche se da quantificare con precisione, ma lo sforzo potrebbe essere stato comunque vano. Perché era attivo il sistema di macchiatura delle banconote che potrebbe averle quindi rese inutilizzabili, un mucchio di carta colorata impossibile anche da lavare. Tracce d'inchiostro rosso sono ben visibili ancora questa mattina nei pressi del luogo dell'assalto. 

Resta comunque lo sconcerto per quanto, ormai, stia diventando consueta l’abitudine di “prelievi” alla fonte, che siano in funzione meccanismi che dovrebbero fungere da deterrente o esistano antifurti collegati a istituti di vigilanza.

L’utilizzo di un sistema già collaudato, inoltre, lascia ipotizzare che la stessa banda già entrata in azione nella notte fra il 15 e il 16 marzo a Galatone, con un assalto ai danni della filiale Unicredit di via XX Settembre, abbia messo in atto un secondo piano nelle scorse ore a Lecce. Mirando, questa volta, alla Bnl di via Taranto. Un luogo, peraltro, che è già in passato è stato teatro di assalti, ma con più “normali” rapine a mano armata in pieno giorno.

Come detto, tutto molto simile a quanto è già avvenuto poche ore prima a Galatone. Alle 2,20, circa, infatti, i malviventi (non meno di quattro, visto anche il numero di mezzi impiegato) ha letteralmente bloccato la via per rallentare l'eventuale arrivo di forze dell'ordine, usando un’auto collocata di traverso e un furgone Iveco (ovviamente rubati); poi, con un escavatore (anche questo compendio di furto), è stato sradicato il forziere.

Il viaggio dei malviventi è durato poco più di un chilometro. Nelle campagne alle spalle del Motel Aloisi, quindi sempre lungo via Taranto, ma nel tratto finale, all’altezza dello svincolo per la zona industriale, hanno sradicato il forziere, prendendo il contenuto. Per quello che, appunto, possa essere realmente utlizzabile.

Poi, la fuga con qualche altro veicolo. Il caso è ora in mano alla polizia. Le indagini sono affidate alla squadra mobile di Lecce. L’unica differenza rispetto al colpo fallito all’Unicredit di Galatone, è stata nel tipo di mezzo per estrarre il bancomat dalla parete: si è preferito un escavatore a un carro attrezzi dotato di cavo d’acciaio, forse per una questione di rapidità, efficienza e possibilità di manovra. Il sistema di videosorveglianza potrebbe fornire ulteriori dettagli.  

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