Cronaca

Banditi scatenati all'alba: "spaccata" riuscita, furto tentato e rapina finale

Intorno alle 4 del mattino usando un'auto come ariete una banda ha sfondata serranda e vetrata dell'Agip sulla Tangenziale Est, facendo razzie all'interno. Alle 5, furto fallito al bar "Reportage" di Cavallino. Alle 6, rapina a mano armata nel "Betitaly" di Carmiano, in via Veglie

I danni provocati all'Agip la scorsa notte.

LECCE – E’ stata un’alba molto movimentata quella di oggi, fra Lecce e hinterland. A fasi scaglionate, fra le 4, le 5 e le 6 del mattino si sono verificati prima un furto con la cosiddetta tecnica della “spaccata”, proprio alle porte del capoluogo, poi un altro tentativo di effrazione a Cavallino, ma andato a vuoto, infine una rapina vera e propria, in questo secondo caso proprio nel centro abitato di Carmiano. E per polizia, carabinieri e istituti di vigilanza è stato un vero e proprio tour de force.

Il primo colpo è stato quello più “spettacolare” e che ha anche provocato i danni maggiori. Probabilmente quelli patiti dalle infrastrutture superano persino il valore del furto in sé, perché, pur di portare a segno l’operazione, i malviventi (una banda composta da non meno di tre individui) non sono andati per il sottile: con una station wagon di colore chiaro, forse una Ford Escort, hanno sfasciato l’ingresso lanciandosi a forte velocità, a rischio anche magari di provocarsi contusioni.   

Tutto è accaduto intorno alle 4,15 presso l’area di servizio Agip al chilometro 3,5 della Tangenziale Est, in direzione Maglie. E’ qui che le volanti di polizia sono intervenute quando ancora non era sorto il sole. Il bar del distributore di rifornimento non è certo nuovo a furti, ma questa volta, come detto, la banda ha veramente esagerato.

Usando un’auto a mo’ di ariete, infatti, dopo aver presumibilmente preso una lunga rincorsa nell’ampio piazzale, si sono lanciati a forte velocità addosso alla saracinesca, piegando la lamiera. L’impatto è stato di una tale violenza che anche la vetrata retrostante ha ovviamente ceduto, andando in frantumi.

Dopo essersi creati il varco, quindi, due malviventi (ovviamente ben incappucciati affinché i volti non fossero immortalati dalle videocamere di sorveglianza) hanno fatto incetta di biglietti delle lotterie istantanee, schede telefoniche, immancabili sigarette e, ovviamente, hanno sradicato anche il cassetto del registratore di cassa. Dentro c’erano circa 6-700 euro.  

Non sono invece state toccate le slot-machine di cui pure l’area è dotata. Ve ne sono almeno quattro. Forse i banditi hanno giudicato che il tempo necessario per scassinarle o sollevarle di peso e portarle verso l’esterno fosse troppo limitato. D’altro canto, l’allarme era entrato in funzione e quindi le lancette dell'orologio avevano iniziato a correre pericolosamente, con il rischio d’incrociare forze dell’ordine o pattuglie di vigilanza, in questo caso del Consorzio di Surbo.

Ragion per cui, sono saliti subito a bordo del veicolo (alla guida del quale si può ipotizzare vi fosse il terzo uomo, con il motore sempre acceso), la già citata station wagon chiara (anche questa ripresa dalle telecamere), per ripartire a forte velocità. Quando vigilanti e polizia sono arrivati, pochi minuti dopo, i furfanti erano ormai scomparsi dalla scena. Avranno imboccato una delle tante uscite della tangenziale. Impossibile capire quale. Il danno complessivo, che ammonterà a svariate migliaia di euro, è da quantificare con precisione.

Intorno alle 5 del mattino, il secondo colpo, ma miseramente fallito. Questa volta i ladri hanno tentato di sfondare la vetrata del bar "Reportage" di Cavallino, in via Miglietta, proprio all’ingresso del comune limitrofo al capoluogo, non lontano dal Castello. Forse la loro intenzione era di entrare nell’attigua saletta, dove vi sono le slot-machine.

Solo un’ipotesi, giacché, come detto, il cristallo non è crollato sotto i colpi, inferti forse con una spranga di ferro, e l’allarme nel contempo è entrato in funzione. A quel punto, i malviventi devono essere fuggiti. I primi a raggiungere la località sono stati anche in questo caso gli agenti di polizia delle volanti, che hanno preso atto del fallimento dell’assalto. Questa mattina, poi, un sopralluogo dei carabinieri della stazione locale, a quali sono delegate le indagini per competenza territoriale.

Non bastasse questo, intorno alle 6 del mattino, quando un timido sole iniziava ad affacciarsi dietro a una coltre di nubi, ecco altri due individui in azione, e stavolta a Carmiano.

IMG_4996-2Il centro scommesse "Betitaly" al civico 76 di via Veglie era già stato rapinato nella notte a cavallo di Ferragosto. Questa volta, proprio all’apertura, si sono presentati in due, incappucciati, armati di un coltello e di una pistola (forse un giocattolo, impossibile dirlo) ed hanno minacciato e strattonato il gestore, intimandogli di consegnare il denaro. L’uomo, solo e in un paese a quell’ora semideserto e ancora mezzo addormentato, è stato costretto a cedere. Il danno è in via di quantificazione.

I due sono poi fuggiti a piedi, dileguandosi nelle vie circostanti. Sul posto sono intervenuti i vigilanti de La Velialpol, avvisati dalla stessa vittima, e i carabinieri della stazione locale per avviare le indagini.

Un’altra rapina è avvenuta poi ieri sera all’interno del negozio di articoli per la casa “Acqua e sapone” di Lecce, in viale Marche. Una rapina impropria, per la precisione, cioè un furto ridefinito in tale reato dopo che il ladro ha tentato di difendere il malloppo usando resistenza. Solo che in questo caso le volanti di polizia sono riuscite ad acciuffare il colpevole, arrestandolo. Un episodio di cui riferiremo a parte.

Di certo, come inizio di giornata, niente male. La microcriminalità non dà tregua e lo dimostra anche un furto in abitazione avvenuti ieri mattina in via Salvatore Mazzotta, una traversa di via Fiume. La polizia dà la caccia a un paio di soggetti fuggiti a bordo di un’utilitaria. Il bottino è stato esiguo, perché i ladri sono entrati in un appartamento al primo piano, dove, però, i proprietari sono in fase di trasloco e quindi non c’era granché da arraffare. Ecco perché hanno tentato di metterne in atto un secondo, proprio accanto, salvo trovarsi a faccia a faccia con la proprietaria, battendo a quel punto in ritirata.

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