Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Strage, udienza rinviata: nel processo d'appello vince la protesta degli avvocati

L'avvocato Orlando, difensore dell'imprenditore Giovanni Vantaggiato, autore dell'attentato alla "Morvillo Falcone", si è astenuto con il consenso del suo assistito. Si torna in aula il 5 maggio. Contrarietà del procuratore generale Vignola per un processo d'appello con molti aspetti da chiarire

LECCE – La grande attesa è stata smorzata quando l’avvocato Franco Orlando, difensore dello stragista di Brindisi, l’imprenditore copertinese Giovanni Vantaggiato, ha affermato di volersi attenere alla decisione assunta dal suo Ordine, in astensione fino al 21 marzo per la nota protesta riguardante i temi della riforma giudiziaria. E poiché c’è stato l’assenso del suo assistito, l’udienza è stata rinviata.

Si tornerà nell’aula bunker di Lecce il 5 maggio di prossimo, per un processo d’appello, quello a carico dell’uomo che ha fabbricato e fatto esplodere un ordigno davanti alla scuola “Morvillo Falcone” di Brindisi, che potrebbe portare a qualche colpo di scena.

Era la mattina del 19 maggio del 2012 quando Vantaggiato premette il pulsante di una bomba tanto artigianale, quanto micidiale, che spezzò la vita di una studentessa di Mesagne, Melissa Bassi, 16enne, e ferì gravemente altri giovani. Le indagini di polizia e carabinieri portarono a breve all’identificazione del colpevole, incriminato e condannato all’ergastolo e a diciotto mesi d’isolamento diurno per strage aggravata dalle finalità terroristiche.

Reo confesso, le uniche speranze che può coltivare il 70enne di Copertino, titolare con la moglie di una ditta di carburanti, la Marchello Sas, è che venga accolta la possibilità di una perizia psichiatrica. La difesa di Vantaggiato, non è certo un mistero, punta sia a dimostrare la sua incapacità d'intendere e volere nel momento in cui agì, sia a smontare la tesi del fine terroristico che ha prodotto l'aggravante.

In primo grado la Corte d’assise, come noto, ha rigettato la possibilità di un test, ritenendo l’imprenditore perfettamente “lucido e cosciente” in ogni fase del terribile episodio, dalla pianificazione fino all’esecuzione, e accolto le tesi del procuratore Cataldo Motta e del sostituto procuratore Guglielmo Cataldi sull'azione terroristica.

Ma questo nuovo capitolo sarà tutto da scrivere, appunto, perché oggi il presidente della Corte d'assise d'appello di Lecce, Rodolfo Boselli (a latere Antonio Del Coco), ha dovuto accogliere l’istanza dell’avvocato Orlando e aggiornare l’udienza, dopo la costituzione delle parti civili. Contrarietà, pur nel rispetto dei motivi della protesta dell'Ordine degli avvocati, ha manifestato il procuratore generale Giuseppe Vignola, che con Antonio Maruccia sosterrà la pubblica accusa, ricordando come questo processo veda “attese e speranze da parte di tutti”.

E infatti questa mattina, in aula, erano presenti, fra gli altri, i genitori di Melissa, Massimo e Rita Bassi, pronti a invocare giustizia insieme con Azzurra Camarda, una delle studentesse rimaste ferite nell’esplosione, anche lei arrivata a Lecce per seguire le fasi del nuovo procedimento.  

Val giusto la pena ricordare come questa vicenda in sé sia quasi surreale, se si tenga conto delle motivazioni che avrebbero spinto Vantaggiato a fabbricare una bomba: protestare contro una giustizia ritenuta iniqua, e questo nonostante siano state di recente rinsaldate in appello le sue ragioni di fondo in merito a una truffa subita.

I giudici della Corte d’appello di Lecce, infatti, l’8 marzo scorso hanno confermato la condanna a carico di Cosimo Parato, un imprenditore di Torre Santa Susanna che, con una frode da 343mila euro nel ramo del gasolio agricolo, ha scatenato la furia del 70enne di Copertino.

Giovanni-Vantaggiato-2-2-3Un doppio filo ha sempre collegato nell’arco di tutto questo tempo vicende in apparenza distanti fra loro, perché l’attentato sarebbe stato partorito come risposta di tipo terroristico del copertinese contro lo Stato. Non solo. Lo stesso Parato, in precedenza (per la precisione il 24 febbraio del 2008) è stato vittima di un’esplosione ad opera di Vantaggiato, in cui ha subito lesioni permanenti.

Tant’è. L’imprenditore torrese, trascinato nel frattempo in giudizio Giuseppina Marchello (moglie del 70enne e formalmente titolare della ditta di carburanti Marchello Sas di Copertino), ha subito una prima condanna per appropriazione indebita che nei giorni scorsi è stata riaffermata. I due fratelli di Parato sono stati a loro volta condannati a cinque mesi per violazione di norme sul commercio di carburante. Sono nel frattempo andati prescritti alcuni reati di falso.

L’attentato alla scuola si è verificato proprio a cavallo fra la sentenza di primo grado (19 aprile 2012) e la conferma in appello delle colpe attribuite a Parato. La giustizia, dunque, ha fatto il suo corso, riconoscendo i torti subito da Vantaggiato e consorte, ma questo non ha impedito la messa in atto di un piano a dir poco raccapricciante, giocato sulla pelle di incolpevoli studenti che hanno avuto la sventura di frequentare un istituto scolastico quasi attiguo al Tribunale di Brindisi. Il vero obiettivo, a quanto sembra, ma ovviamente irraggiungibile per via della stretta sorveglianza.        

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