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I carabinieri nell'ufficio postale di Martano.

I carabinieri nell'ufficio postale di Martano.

Forano pavimento e all'apertura spuntano armati: rapina alle poste da 70mila euro

I dipendenti delle poste di Martano, in via Michelangelo Buonarroti, si sono ritrovati in un incubo a occhi aperti. La "banda del buco" ha lavorato in piena notte, attendendo il mattino per sbucare e sottrarre il denaro. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Maglie

MARTANO – La banda del buco colpisce ancora. E lo fa questa volta con un’azione pianificata in ogni singolo dettaglio. Guadagno di una notte di “lavoro” nell’ufficio postale di Martano: 70mila euro, centesimo più, centesimo meno. Non è un vero e proprio record (le cronache locali ricordano colpi anche molto più clamorosi, negli anni scorsi), ma è comunque uno dei bottini più sostanziosi degli ultimi tempi. 

Non solo. Si tratta, per dinamica, di una rapina con tanti aspetti in chiaroscuro che i carabinieri intendono vagliare fino a fondo. Il primo nodo da sciogliere è perché l’allarme anti-vibrazione non sia entrato in funzione. Sensore difettoso? Di certo, i malviventi (due quelli che hanno portato a segno l’azione, ma potrebbero essere di più ad aver collaborato in momenti diversi) di danni ne hanno provocati parecchi, e non solo per i soldi racimolati. 

Sono riusciti, infatti, ad agire senza essere disturbati in nessuna delle tre fasi principali, arrivando a praticare un foro nel pavimento senza che nemmeno il vicinato udisse rumori sospetti. E tutto fra la notte appena trascorsa e la prima mattinata, quando sono sbucati all’improvviso, sequestrando i dipendenti. Sorpresa, sorpresa. 

I militari della compagnia di Maglie e della stazione locale, diretti dal capitano Luigi Scalingi, hanno già un’idea di massima su quanto accaduto e molti elementi da approfondire. Per ora si che i due rapinatori prima hanno scavalcato il recinto esterno, poi hanno forzato una porta che offre accesso a uno scantinato dello stabile di via Michelangelo Buonarroti, infine, da lì sotto, hanno scavato un buco sufficientemente largo per potervi passare con agilità e attendere che facesse luce al caldo dell’ufficio. 

A farne le spese sono stati i dipendenti dell’ufficio che, recandosi al lavoro, intorno alle 8,15, si sono ritrovati proiettati all’improvviso in un incubo a occhi aperti. Appena hanno varcato la soglia, sono stati presi in ostaggio con modi spiccioli. E devono aver vissuto interminabili minuti di tormento, in balia dei due rapinatori che, con lineamenti oscurati da passamontagna e pistole strette in pugno, li hanno sospinti in una stanza dell'edificio, non senza farsi consegnare prima i cellulari, per poi legare mani e polsi con le classiche fascette di plastica da elettricista.

Messi fuori gioco gli operatori, i banditi hanno potuto saccheggiare l'ufficio con relativa tranquillità, prelevando i soldi della cassaforte e del postamat. Fatto il pieno di sacchi, sono subito usciti. Da quel punto in poi, solo ipotesi. Non sembra, infatti, che vi siano testimoni oculari della fase finale. E’ plausibile, però, in linea teorica, che all’esterno vi fosse un terzo complice con un’auto per agevolare la fuga. 

Gli investigatori hanno acquisito i filmati del sistema di videosorveglianza e in queste ore stando scandagliando ogni singolo fotogramma, a caccia di quell’indizio in più che, a volte, permette di risolvere anche i rebus più complicati. Una cosa è certa. Non casuale sembra la scelta anche del giorno. A fine mese è periodo di pagamenti e scadenze, gli uffici postali e bancari registrano un maggiore afflusso di clientela e, ovviamente, sono piene di contante fresco. 

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