Mille euro per il "favore" di medico compiacente. La badante denuncia ai carabinieri

Una dipendente del distretto sanitario di Campi Salentina e un uomo sono ai domiciliari: avevano chiesto il pagamento della somma come compenso per l'indennità di accompagnamento riconosciuta ad un 80enne

La stazione dei carabinieri di Surbo.

SQUINZANO – Una dipendente del Distretto socio sanitario di Campi Salentina e un uomo, come lei residente a Squinzano, sono da questa mattina agli arresti domiciliari in esecuzione di una ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce.

Marialuisa Puce, 46enne e Valerio Genco, di 55 anni sono accusati di millantato credito in danno di N.B., 80enne di Squinzano e della donna che si occupa di lui in qualità di badante, M.G., una 57enne di Surbo. È stata quest’ultima ad allertare, ad ottobre, i carabinieri della stazione del suo paese raccontando delle frequenti visite nella casa dell’anziano da parte dei due; visite fatte con l’intento di ottenere mille euro come compenso per una presunta intercessione di un medico compiacente, membro della commissione Inps di Campi Salentina che aveva riconosciuto all'anziano l'indennità di accompagnamento, di 561 euro, legata all'invalidità civile, e gli arretrati spettanti. Il fatto che la 46enne lavorasse nella struttura dell’Asl leccese ha contribuito a rendere plausibile la richiesta di denaro.

I militari, diretti dal maresciallo Damiano Pascali, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Maria Vallefuoco hanno avviato le indagini alle quali hano contribuito i carabinieri della stazione di Squinzano ma anche, attivamente, la badante che ha registrato gli incontri avvenuti successivamente in casa dell’80enne: Puce e Genco, infatti, hanno continuato a presentarsi a casa dell’uomo esigendo il pagamento dei mille euro.

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