Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Non era uno scafista ma un migrante, assolto dopo un anno di carcere

L'incredibile vicenda di un 27enne siriano, arrestato a settembre del 2016. I suoi legali hanno dimostrato la sua innocenza

LECCE – Ha trascorso oltre un anno in carcere per un reato che non ha commesso. A provare la sua innocenza ci hanno pensato gli avvocati Raffaele Benfatto e Valerio Centonze, che hanno dimostrato come il loro assistito, Khaled Belowa, 27enne siriano, non era uno “scafista” ma bensì uno dei 75 migranti giunti sulle coste salentine in cerca di un futuro migliore. Un sogno che si è trasformato ben presto in un incubo per il 27enne, dopo il lungo viaggio intrapreso per raggiungere prima via terra la Turchia e poi, via mare, l’Italia. Una lunga odissea costata una cifra tra i cinque e i seimila dollari.

Belowa era a bordo del veliero bialbero di 16 metri, battente bandiera statunitense e denominato Elizabeth I, che il 14 settembre 2016 era sbarcato a Otranto dopo essere stato intercettato dalla Guardia di finanza. Il 27enne era stato arrestato con Hamid Saada (26enne che ha poi patteggiato la pena), dopo essere stato accusato di essere uno degli scafisti al comando dell’imbarcazione.

Oggi, in sede di giudizio abbreviato, i suoi legali hanno dimostrato che il riconoscimento eseguito nei confronti del 27enne è stato sbagliato e che l’indagato è estraneo ai fatti contestati. Il gup Giovanni Gallo ha quindi assolto l’imputato che potrà lasciare il carcere di Lecce e iniziare una nuova vita.

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