Cronaca

Presunto caso di malasanità.Indagine della Asl: "Priorità ai casi più gravi"

Ascoltati operatori sanitari e alcune persone presenti sabato sera. Un giovane, in preda a forti dolori, sarebbe stato assistito in ritardo

La direttrice generale Asl, Silvana Melli.

LECCE – Da un punto di vista professionale e procedurale, nel pronto soccorso del “Vito Fazzi” di Lecce, sabato sera, non è accaduto nulla di anomalo: l’Asl cerca di disinnescare subito un presunto caso di malasanità.

La direttrice generale, Silvana Melli, ha dunque dato corso alla sollecitazione direttamente giunta dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano in relazione ad un episodio riportato poi da alcuni organi di informazione: quello di un giovane che avrebbe atteso un lasso eccessivo di tempo - disteso per terra e in preda a forti dolori - nella sala d’accettazione.

Secondo quanto risultato nell’indagine interna, con l’ascolto del personale di alcune persone presenti in quel frangente, l’attesa per la presa in carico non sarebbe durata più di 10 minuti: il paziente è giunto in ospedale, con mezzo proprio, e alle 21.43 gli è stato assegnato un codice verde. Alle 21.20 il giovane aveva rifiutato il trasporto al nosocomio di Copertino, soluzione che gli era stata prospettata dal momento che a Lecce vi erano già quattro codici gialli e la centrale del 118 aveva dato istruzioni di non trasportare codici bianchi o verdi. Considerato il tempo oggettivo necessario per raggiungere il “Vito Fazzi” – stimato tra i dieci e i quindici minuti – la direzione generale afferma quindi che il paziente è stato preso in carico in “pochi minuti”.

“Rispetto ai dolori accusati dal paziente e alla conseguente concitazione creatasi all’interno della sala d’accettazione del pronto soccorso – recita il comunicato della Asl -, il personale sanitario è intervenuto con una barella poco dopo aver udito i lamenti. Con passaggi riferiti in maniera certa: assegnazione del codice, spostamento e assistenza nella sala dei codici verdi e successive cure per una colica renale di media intensità. Tanto che l’uomo è tornato a casa in condizioni asintomatiche. L’attesa in questi ambienti è normalmente legata al grado di gravità dei casi e, per quanto verificatosi quella sera, va messo in conto l’arrivo in contemporanea di quattro codici gialli con ambulanza e di un quinto giallo con mezzo proprio: il personale, seguendo i protocolli, ha dato priorità a questi casi decisamente più gravi”.

L’Asl di Lecce si è detta comunque rammaricata per il “clima relazionale non ottimale tra utenti e operatori” generato dal sovraffollamento e dalla concitazione. E’ stato necessario infatti l’intervento del personale di sicurezza per tenere a bada la tensione. L’azienda si riserva comunque di completare l’istruttoria.

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