Pericolosità dedotta e foglio di via eccessivo: assolta attivista No Tap

Assoluzione perché il fatto non sussiste per una 30enne di Lizzanello finita sotto processo per aver violato il foglio di via obbligatorio dalla zona del cantiere di San Basilio

LECCE - Arriva l’assoluzione da parte dei giudici della prima sezione penale del Tribunale di Lecce per un’attivista del movimento No Tap che aveva violato il foglio di via obbligatorio dal territorio di Melendugno, imposto dalla questura di Lecce nel dicembre del 2017, a seguito delle manifestazioni di dissenso contro la realizzazione del gasdotto nella zona di San Basilio. A pochi giorni dal suo trentesimo compleanno per A.M. di Lizzanello è giunta la sentenza di assoluzione, pronunciata dal giudice Stefano Sernia, perché il fatto non sussiste. Alla giovane salentina era stata contestata la violazione del rispetto della misura di prevenzione personale del foglio di via obbligatorio dal territorio melendugnese, per il periodo di tre anni, in quanto era stata identificata dalle forze dell’ordine nei pressi del cantiere Tap, nella zona di San Basilio, a bordo della sua auto nel febbraio del 2018.

Rilevata la sproporzione tra il provvedimento assunto nei confronti della giovane manifestante e valutando la disapplicazione del foglio di via, il giudice, in linea anche con la memoria difensiva presentata dal legale Giuseppe Milli, ha disposto l’assoluzione dell’imputata. La stessa, presenta nell’udienza del 28 ottobre scorso, con il proprio legale aveva chiesto il giudizio con rito abbreviato.                          

La decisione di assolvere l’attivista del movimento No Tap viene tra l’altro motivata sul fatto che i fogli di via sono emessi di norma nei confronti di soggetti pericolosi per l'ordine e la sicurezza pubblica o per l'incolumità sociale o di minori, o a soggetti dediti a traffici illeciti o delittuosi. Nel caso specifico però, come si eccepisce nella sentenza, l’adozione del provvedimento del foglio di via obbligatorio nei confronti della giovane attivista, per altro incensurata, sembrerebbe del tutto inopportuno in quanto fondato solo su una pericolosità dedotta dal fatto che la stessa fosse semplicemente presente tra il gruppo dei manifestanti (ed eventualmente in quello dei più facinorosi di essi), che per qualcosa che abbia realmente commesso. Rilevata dunque la carenza dell’obbligo di motivazione del provvedimento emesso e quindi essendo la violazione di legge legata ad un atto ritenuto illegittimo, il giudice ha valutato la disapplicazione del foglio di via e per tanto l’assoluzione perché il fatto non sussiste dell’imputata.

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