Pestaggio di un anziano, il medico: “Chiedo scusa. Sono stressato”

Si è tenuto in mattinata l’interrogatorio di Vincenzo Refolo, 57 anni, arrestato tre giorni fa per aver aggredito un 85enne con problemi di deambulazione fuori dal suo studio a Calimera. Resta ai domiciliari

Un fotogramma del video dell'aggressione

CALIMERA - Ha chiesto scusa per quella brutale aggressione di un paziente 85enne avvenuta giovedì scorso fuori dal suo studio medico, a Calimera. Vincenzo Refolo, questo il nome del medico 57enne ai domiciliari da tre giorni, assistito dall’avvocato Gabriele Valentini, oggi ha risposto alle domande del giudice Giulia Proto, spiegando di aver perso la lucidità a causa del forte stress dovuto sia alla gestione dell’emergenza Covid-19, ma anche ai contrasti avuti per tutto l’anno con la Asl.

Durante l'interrogatorio di garanzia, il medico ha inoltre spiegato che il diverbio sarebbe partito all’interno dell’ambulatorio ed esploso, dopo circa venti minuti, all’esterno, dopo essere stato colpito con una cartelletta dallo stesso paziente. Ma le scuse e la ricostruzione dei fatti fornite dall’indagato, non sono bastate a spingere il giudice a modificare la misura cautelare eseguita l’indomani del pestaggio e che nei prossimi giorni sarà oggetto dell’istanza presentata al Tribunale del Riesame, come annunciato dal difensore.

Per il gip, l’episodio, immortalato in un video ripreso da un testimone diventato virale e confermato dalle dichiarazioni della stessa vittima e di altre persone che hanno assistito alla scena, oltre che dalle gravi ferite riportate dal malcapitato, è inqualificabile: “Si tratta di una violenza davvero spropositata a fronte della semplice e banale richiesta di un paziente anziano e con evidenti problemi di deambulazione (si muoveva con l’aiuto di una stampella, ndr) che voleva solo una soluzione o un suggerimento dal suo medico curante per prenotare la visita specialistica di cui aveva bisogno avendogli rappresentato l’insostenibilità dei dolori agli arti inferiori”.

Nell’ordinanza di custodia cautelare, il medico viene inoltre descritto come un uomo senza freni inibitori, incline a reazioni di inusitata violenza che denota una pericolosità tale da far prevedere che, se lasciato in libertà, possa commettere altre violenze contro chiunque lo contraddica, evidenziando come abbia infierito contro la vittima anche quando era a terra, assolutamente inerme, e sia stato bloccato dalla segretaria, sua convivente: “Ha dimostrato una incapacità di controllare i suoi istinti violenti attesa la ferocia del tutto immotivata o comunque assai sproporzionata rispetto alle futili ragioni da individuare nelle lamentele, sia pure insistenti, dell’anziano per l’impossibilità di cure a fronte di dolori alle gambe”.

L’anziano che ha riportato ferite in diverse parti del corpo (giudicate guaribili dai sanitari in 25 giorni) è ancora ricoverato al “Vito Fazzi” di Lecce. Le sue condizioni fisiche sono migliorate, ma è ancora molto provato psicologicamente dall’accaduto. E’ difeso dall’avvocato Renata Minafra.

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