Albergo con centro congressi a Porto Badisco, sequestro per abusi edilizi

Ventuno indagati in un'inchiesta della Procura per una struttura che sta crescendo in zona sottoposta a diversi vincoli

OTRANTO – Ci sono ventuno indagati in un’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Alessandro Prontera per una presunta lottizzazione abusiva che avrebbe comportato la trasformazione urbanistica del contesto originario. E si sta parlando di una zona fra le più belle, dal punto paesaggistico, della provincia di Lecce, lungo la provinciale 358 che collega Santa Cesarea Terme a Uggiano La Chiesa., nei pressi della litoranea.

La lottizzazione, in questo caso, proprio nell’area di Porto Badisco (comune di Otranto), che rientra nel Parco naturale regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase. Qui, dunque, dove vige un vincolo paesaggistico, faunistico, idrogeologico, sta nascendo una struttura turistico alberghiera con centro congressi. E il giudice per le indagini preliminari Cinzia Vergine, concordando con le risultanze del pubblico ministero, ha disposto il sequestro preventivo. I sigilli sono stati apposti dai finanzieri della compagnia di Otranto.

Nel tempo, in quel punto, sono stati effettuati diversi interventi edilizi. Al momento, vi è una struttura quadrangolare sviluppata su tre livelli. Il primo è un seminterrato accessibile da una scala interna, che lo collega con l’atrio dell’albergo ed è in sostanza diviso fra uno spazio collettivo e due sale riunioni, deposito e servizi igienici. Il secondo è il piano terra, cioè il luogo destinato ad albergo, con ingresso, atrio, accettazione e segreteria, più un corridoio con le camere distribuite ai lati. Il terzo, il primo piano, anche questo parte dell’albergo, con corridoio centrale accessibile tramite scale interne ed esterne.

Al momento del sopralluogo, gli inquirenti hanno trovato intonaci grezzi ultimati, tapparelle elettriche installate, altri spazi esterni in corso d’opera e interni senza intonaco, ma già predisposti per impianti elettrici, idrici, fognanti e rete antincendio. Il tutto, secondo la procura, sarebbe stato realizzato senza permesso di costruire e nulla osta delle autorità.        

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