Presunti abusi edilizi per il lido vip di Otranto, in tre finiscono a processo

Il gup del tribunale di Lecce ha disposto il rinvio a giudizio per Raffaele De Santis, Pierpaolo Cariddi ed Emanuele Maggiulli nell’ambito dell’inchiesta sul Twiga beach. Italia Nostra parte civile

OTRANTO - Si dovranno difendere nell’ambito del dibattimento del processo, che si aprirà nei prossimi mesi, i tre imputati rinviati a giudizio dal Gup di Lecce, Edoardo D'Ambrosio, per i presunti abusi edilizi legati al caso della realizzazione del Twiga Beach Club di Otranto, il lido destinato ai vip  che però non è mai stato aperto e finito anche sotto sequestro nel maggio 2017. Il giudice dell’udienza preliminare ha disposto infatti il rinvio a giudizio per Raffaele De Santis, legale rappresentante della società “Cerra” committente dei lavori, Pierpaolo Cariddi, attuale sindaco di Otranto e all'epoca dei fatti progettista e direttore dei lavori, e per il dirigente comunale di area tecnica, Emanuele Maggiulli.  

Nell’ambito dell’inchiesta e nell’avviso di conclusioni delle indagini figurava anche Giuseppe Tondo, dirigente dell'ufficio Ambiente del Comune di Otranto, uscito di scena dopo aver patteggiando una condanna a 12 mesi. I tre imputati finiti a processo devono rispondere dell’accusa, mossa dal pm Roberta Licci, di abusi edilizi in zona vincolata e anche di abuso d’ufficio in concorso. Inoltre l’attuale primo cittadino idruntino e i due funzionari comunali sono accusati anche dell’ipotesi di falso, mentre lo stesso Cariddi e De Santis rispondono altresì dell’ipotesi di reato di occupazione del demanio marittimo.

I tre imputati dovranno ora difendersi nel processo dalle contestazioni avanzate nei loro confronti in merito alle procedure per il rilascio delle autorizzazioni e per la realizzazione della struttura balneare di località Cerra, progetto di ricettività turistica nel quale era inizialmente coinvolto anche Flavio Briatore, che ha poi ritirato il proprio marchio Twiga alla luce dell'inchiesta penale. Nel corso dell’udienza preliminare è stata ammessa la costituzione di parte civile dell'associazione ambientalista Italia Nostra con il legale Carlo Barone. Il collegio difensivo dei tre imputati è costituito dai legali  dagli avvocati Antonio De Mauro, Adriano Tolomeo, Antonio Quinto, Gianluca D’Oria e Corrado Sammarruco.

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Il primo sequestro probatorio del cantiere del Twiga è avvenuto nel maggio del 2017 quando gli agenti della polizia provinciale e del corpo forestale  posero i sigilli su richiesta del sostituito procuratore Antonio Negro. Circa un anno dopo il gip Michele Toriello, accolse la richiesta di sequestro preventivo e il provvedimento venne poi confermato anche dal tribunale del riesame.  

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