Proiettili e un bossolo dentro una busta e pesanti accuse alla giunta di Novoli

Ignoti hanno lasciato il plico sulla macchinetta del caffè, nell'atrio della sede dei servizi sociali e della polizia locale. Era genericamente indirizzata al Comune. Ma dentro c'erano intimidazioni e una missiva con insinuazioni si irregolarità nell'assunzione di personale impegnato con la Igeco

NOVOLI – Non solo un’intimidazione, la classica, con tanto di proiettili infilati in una busta (o meglio, cinque proiettili e un bossolo già esploso), ma questa volta anche pesanti accuse formulate a una parte sostanziosa dell’amministrazione comunale. E il tutto, nel vivo della campagna elettorale, come nella peggiore delle tradizioni. 

Il messaggio è forte in tutti i sensi, con minacce di morte rivolte al primo cittadino di Novoli, Oscar Marzo Vetrugno, al presidente del Consiglio comunale, a tre assessori e a un consigliere comunale dell’attuale maggioranza di centrodestra. Tutto questo, per un motivo. Gli sconosciuti mittenti, infatti, avanzano nelle loro righe sospetti d’irregolarità nell’assunzione di personale impegnato con la ditta che si occupa della pulizia in paese: la Igeco.

Si tratta della stessa società per la quale l’amministratore di fatto e presidente del Cda, Tommaso Ricchiuto, è stato arrestato ad aprile nell’ambito delle indagini dei carabinieri del comando provinciale di Brindisi su un presunto giro di tangenti nella vecchia amministrazione comunale di Cellino San Marco. Chiaramente, per quanto riguarda Novoli, nulla di comprovato, né qualcosa per cui sia aperta un’inchiesta. Pure illazioni, allo stato attuale. 

Il plico, di colore giallo, è stato trovato verso mezzogiorno da due donne, dipendenti comunali. Era stato posato sopra la macchina del caffè collocata nell’atrio da cui si ha accesso a una sezione distaccata del Municipio, quella di via Pendino. Qui si trovano gli uffici dei servizi sociali e della polizia locale. All’esterno la busta non presentava alcunché di anomalo. Ed era genericamente indirizzata al Comune di Novoli.

Le due dipendenti l’hanno affidata a un agente di polizia locale che, dopo averla aperta, ha scoperto il contenuto. E la questione è passata di mano ai carabinieri della stazione locale e della compagnia di Campi Salentina, diretta dal maggiore Nicola Fasciano.

Dentro c’erano cinque proiettili e un bossolo, tutti di calibro differente: 635, 7.65, 9x21, 38 special e 40 (i proiettili) e 7,65 (il bossolo). Ad accompagnare le munizioni, una lettera scritta in stampatello, con le minacce e le accuse. I militari hanno subito avviato le indagini per cercare di risalire agli autori di quest’intimidazione che, come detto, riguarda un gruppo di persone ben definite.

Oltre al primo cittadino Oscar Marzo Vetrugno (che di professione è farmacista), dunque, i riferimenti espliciti sono anche al commercialista Gianmaria Greco (vicesindaco con più deleghe, fra cui quelle al Personale e all'Ambiente), all'architetto Antonio Roma, (assessore a Lavori pubblici e Urbanistica), al maresciallo della guardia di finanza Pasquale Palomba (assessore a Sport, Rapporti Istituzionali con le associazioni, Pubblica Istruzione, Fruizione e valorizzazione del Patrimonio culturale), al medico Gianfranco Fiore, (assessore a Sanità, Politiche sociali e Contenzioso), all'architetto Giuseppe Mazzotta (presidente del Consiglio comunale) e al rappresentante commercio Gianfranco De Luca (consigliere di maggioranza con varie deleghe).

Nel frattempo, solidarietà arriva dalla lista “Cambia Novoli”, che manifesta “sdegno per certe notizie” e “rinnovato invito e impegno alla legalità come da sempre auspicato dal centrosinistra”. Non è la prima volta, peraltro, che il sindaco di Novoli subisce intimidazioni simili. A marzo dell'anno scorso furono recapitati due proiettili calibro 7.65 rivolti a lui e all'imprenditore novolese Anselmo Epifani. 

Il sindaco: "Abbassare i toni in campagna elettorale"

“Al di là del gesto deprecabile che comunque per quanto ci riguarda non trova nessun riscontro nella realtà dei fatti, respingendo decisamente e con fermezza le accuse infondate, riteniamo di dover sottolineare come alzare i toni in campagna elettorale spesso possa essere fattore scatenante di reazioni incontrollabili”, dichiara il sindaco, Oscar Marzo Vetrugno.

“Purtroppo – aggiunge - troppe accuse assolutamente infondate vengono lanciate pubblicamente dai palchi nelle piazze, generando ed insinuando nell’opinione pubblica sospetti di abusi e/o irregolarità”.

“Non si spiega infatti – prosegue - che vicende che risalgono al 2013 e 2014, e ci riferiamo alle assunzioni in questione che peraltro non riguardano la sfera della pubblica amministrazione, trattandosi di ditta privata che autonomamente, secondo le norme, stabilisce i criteri di assunzione, trovino solo ora motivo di contestazione attraverso intimidazioni con modalità mafiose”.

“La gravità delle accuse che partono dai palchi richiede necessariamente un intervento da parte delle autorità competenti – prosegue - onde poter approfondire la veridicità o meno di quanto si dichiara, intervenendo anche per ristabilire un clima di civile confronto tra i candidati in campo, allo stesso modo bisogna fare chiarezza sulla vicenda in questione per sgombrare il campo da ogni possibile dubbio, cercando anche di individuare e punire gli autori del deprecabile gesto”.

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“Da parte nostra –conclude il primo cittadino - continuiamo serenamente il nostro percorso, sostenendo le nostre idee, sempre pronti al confronto, certi della trasparenza delle nostre azioni”.

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