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Sabato, 13 Aprile 2024
Dopo la querela della famiglia / Casarano

Ragazza impiccata con una sciarpa. Inchiesta prosegue, indagato il fidanzato

Nel fascicolo d’indagine della procura, non più a carico di ignoti, figura ora come atto dovuto il nome di Davide Falcone, il 34enne, recentemente coinvolto anche nel blitz “Fortezza”. Si cerca di capire se la 26enne si stata indotta a togliersi la vita

CASARANO - Non è più a carico di ignoti il fascicolo aperto dalla procura di Lecce per fare luce sulla morte di Roberta Bertacchi, la 26enne di Ruffano, trovata priva di vita, impiccata con una sciarpa intorno al collo, nel giorno dell’Epifania, sulla pensilina del balcone della sua abitazione di via del Lavoro a Casarano, nella quale si era da poco trasferita.

Per proseguire negli accertamenti investigativi il magistrato inquirente, Rosaria Petrolo, ha ora iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto, il nome del fidanzato della giovane, Davide Falcone, 34 anni, per l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio e maltrattamenti in famiglia.

Il giovane casaranese tra l’altro, figura anche tra gli indagati e destinatari dell’ordinanza di misura cautelare nella recente operazione “Fortezza” del 7 marzo scorso, condotta dai carabinieri, e coordinata dalla procura che ha smantellato la rete della gestione dello spaccio nel territorio del Basso Salento.

In merito alla vicenda della morte di Roberta Bertacchi, le indagini proseguono a seguito anche della querela presentata dalla famiglia della ragazza che non ha mai avvallato l’ipotesi del gesto estremo e volontario della figlia di togliersi la vita. Quanto meno, secondo i familiari, Roberta sarebbe stata indotta a togliersi la vita magari proprio in relazione a vicende legate al rapporto, definito alquanto tormentato, con il ragazzo che stava frequentando negli ultimi tempi.

Sebbene, infatti, al momento anche gli esiti dell’autopsia sul corpo della 26enne confermerebbero l’ipotesi dello strangolamento e del suicidio, i familiari di Roberta, assistiti dagli avvocati Luciano De Francesco e Silvia Romano, venuti a conoscenza anche di alcuni episodi considerati rilevanti, confermano con forza che quella relazione difficile e tormentata con il suo fidanzato potrebbe aver avuto un peso determinante nella decisione che ha poi portato al suicidio della ragazza.

Tutti aspetti che sono già al vaglio degli approfondimenti della procura che per altro aveva già ascoltato, nell’immediatezza del fatto, Davide Falcone, come persona informata sui fatti e che aveva raccontato che dopo la serata trascorsa in un locale cittadino con Roberta avrebbe poi fatto ritorno a casa.

Racconto che si scontrerebbe invece con alcune testimonianze di alcuni amici che avrebbero visto i due fidanzati litigare nel locale per poi separarsi in strada. Roberta avrebbe fatto ritorno a piedi nella sua abitazione, raggiunta poi sempre dagli amici preoccupati da quanto era accaduto in precedenza.

Anche il fidanzato, secondo i testimoni, sarebbe poi andato nuovamente a trovare la 26enne in via del Lavoro, e dopo un nuovo confronto, si sarebbe poi definitivamente allontanato. La mattina seguente Roberta è stata poi trovata priva di vita sulla veranda di casa.

Sulle incongruenze e su questi e sugli ulteriori aspetti ancora poco chiari della vicenda si svolgono gli approfondimenti degli inquirenti che stanno vagliando anche i responsi delle consulenze tecniche, già depositate in procura, una delle quali riguarda il telefonino della ragazza.

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