Si scaglia contro i rapinatori, gioielliere colpito alla testa con il calcio della pistola

E' sfumato il violento episodio perpetrato ai danni della rivendita di preziosi "Lo scarabeo" di via Trinchese. Due individui hanno simulato l'acquisto di un diamante, per mettere a segno una rapina, nella quale un 64enne è finito in ospedale. Nella mattinata, un secondo colpo in una farmacia ha fruttato 600 euro a un malvivente solitario

La gioielleria colpita

LECCE – Corpi avvinghiati in un groviglio di tensione e paura, strattoni e mani chiuse in cerchio, attorno al collo, per afferrare coraggio più che per far male. Si è conclusa con il ferimento di un gioielliere la tentata rapina avvenuta intorno alle 18,30 in via Salvatore Trinchese, nel cuore commerciale di Lecce, gremito di passanti alle prese con gli ultimi saldi. Il colpo è stato messo a segno ai danni della rivendita di preziosi “Lo Scarabeo”, a pochi metri da Piazza Mazzini.

In due, probabilmente entrambi di età compresa tra i 35 e i 40 anni, e con il volto scoperto, si sono introdotti nel locale. Dopo aver chiesto delucidazioni sull’acquisto di un diamante da regalare alla moglie di uno dei due, hanno osservato con troppo interesse la cassaforte, guardandosi attorno con quel fare sospetto che lo sventurato proprietario ha subito notato. Quest’ultimo, ormai in preda a sensazioni poco piacevoli, ha cercato di fare il giro del banco vendita, per cercare una via di fuga, ma si è poi ritrovato i due uomini addosso. Pistola in pugno, tesa contro l’anziano proprietario, hanno cercato di estorcere un bottino. Che non è mai arrivato.

Il malcapitato è Vincenzo Cotena, di 64 anni, nato a Napoli ma residente a Lecce. Ha afferrato per la gola uno dei due malviventi, evidentemente individui poco esperti, tanto da presentarsi senza alcuna precauzione, rendendosi riconoscibili. L’altro, armato, ha colpito il negoziante con il calcio di una pistola, forse una semiautomatica, per cercare di liberare il proprio complice. A quel punto, il 64enne ha cercato di “usare” il malvivente, continuando a tenerlo stretto per la gola, come scudo umano per allontanare anche l’altro complice. Ha cercato di spingerli entrambi in direzione dell’uscita, nonostante il sangue e il dolore alla testa.

La coppia di rapinatori ha sbloccato le porte automatiche, uscendo per strada. Dove, a detta dei commercianti vicini, si sarebbe allontanata a piedi, con passo lento e normale, senza dare nell’occhio. Soccorso, il gioielliere è stato trasportato presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dove è stato medicato e sottoposto a tutti gli accertamenti sanitari. Ha rimediato, fortunatamente, soltanto tre punti di sutura al capo, a causa delle ferite provocate dall’arma.

Sul posto, sono stati fatti giungere gli agenti di polizia della sezione volanti, assieme ai colleghi della squadra mobile. Le indagini sono state avviate immediatamente con il recupero delle videocamere di sorveglianza installate all’esterno dell’attività, e di quelle adiacenti. Non è ancora dato conoscere il tragitto percorso dai due autori dell’efferato episodio, ma i fotogrammi potrebbero fornire indizi determinanti per la loro identificazione.

Soltanto alcune ore prima, intorno alle 10,20 di questa mattina, un’altra rapina è stata consumata all’interno di una farmacia. Si tratta della rivendita di medicinali “Elia”, al civico 115 di via Leuca, nel capoluogo salentino. Un individuo travisato da casco integrale e occhiali da sole completamente neri, si è infatti introdotto armato nel locale. Ha puntato la pistola contro una dipendente, per farsi consegnare l’incasso contenuto nel registratore di cassa: una somma di circa 600 euro.

Ottenuto il bottino, il malvivente si è allontanato nel giro di pochi secondi, ed è stato visto fuggire a bordo di uno scooter i grossa cilindrata, di colore nero. Ma non è dato sapere se, in sella, vi fosse anche un secondo complice. Certo è che per il personale della questura, intervenuto sul luogo del colpo, potrebbe trattarsi di un volto noto. E’ plausibile, infatti, che se si fosse trattato di un personaggio sconosciuto alle cronache locali, non avrebbe avvertito la necessità di coprirsi il volto con precisione quasi chirurgica. Gli inquirenti sono ora a caccia anche di questo terzo individuo.

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