"Venite, c'è una bomba". Ma gli artificieri arrivano e si tratta di una bombola

Il ritrovamento in mattinata, a un metro e mezzo di profondità nelle acque di Casalabate. Un pescatore sportivo ha notato lo strano oggetto e si è rivolto alla guardia costiera. Sul posto, oltre ai militari dell'Ufficio locale marittimo di San Cataldo, anche i colleghi dello Sdai di Taranto: ma si trattava di un normale contenitore di gas utilizzato in cucina

Foto di archivio

CASALABATE (Lecce) – Si pensa a una bomba, e invece altro non è che una bombola. Un comune contenitore di gas, di quelli utilizzati in cucina, ma rinvenuto sul fondale adriatico, a circa un metro e mezzo di profondità. La scoperta è avvenuta in mattinata, a cinque metri dalla riva di Casalabate, da parte di un pescatore sportivo che si era immerso sul fondale.

L’uomo ha temuto si trattasse di un ordigno, magari del tipo bellico che spesso l'Adriatico restituisce dopo i giorni di mare increspato, e ha lanciato l’allarme. Sul posto sono giunti i militari dell’Ufficio locale marittimo di San Cataldo, per eseguire i rilievi.

Temendo eventuali rischi, il personale della guardia costiera ha anche allertato anche gli artificieri del Nucleo Sdai di Taranto, il Servizio difesa antimezzi insidiosi della Marina militare. Ma una volta raggiunta la spiaggia della marina squinzanese, i militari si sono ritrovati davanti a una comune bombola, forse un po’ datata, visto anche lo strano innesco che non può essere riconducibile a un contenitore recente. L'oggetto è stato recuperato e posto sotto sequestro, per il successivo smaltimento.

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