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Denuncia ai carabinieri / Montesano Salentino

Rogo colpisce ulivi di un campo sperimentale: per il proprietario è un atto mirato

Il fondo si trova in località Paduli, in agro di Montesano, dove Luigi Botrugno, inventore di un detergente naturale regolarmente in commercio e utilizzato da piccoli produttori salentini, conduce ricerche sulla possibile convivenza con la Xylella fastidiosa

MONTESANO SALENTINO – Quindici ulivi di varietà Cellina di Nardò sono stati colpiti dalle fiamme durante un rogo che si è propagato in località Paduli, agro di Montesano Salentino.

Un altro incendio come i tanti che purtroppo da anni violentano il territorio salentino? Non ci sono certezze sull’origine, ma l’episodio è stato oggetto di una denuncia presso la stazione dei carabinieri di Specchia.

Va precisato, infatti, che si tratta di alberi che fanno parte di un campo di sperimentazione in tema di Xylella fastidiosa: sono 27 in tutto, disposte su quattro file. Il proprietario è Luigi Botrugno, inventore di “Nuovolivo”, detergente bioattivo naturale brevettato, di cui si servono decine di piccoli produttori per riportare le proprie piante, colpite dalla batteriosi, a un buono stato vegetativo.

Il diretto interessato è convinto che si tratti di un atto doloso: come riportato in sede di denuncia, il rogo sarebbe stato appiccato su un fondo confinante, in stato di abbandono, con la consapevolezza che il vento avrebbe in breve spinto le fiamme verso il terreno della sperimentazione. Botrugno fa presente che su circa 150 pubblicazioni scientifiche a livello internazionale, solo una decina riguardano risultati su ricerche svolte in campo e il suo è uno di quelli direttamente interessati da indagini, concluse e in corso.

Botrugno non ha dubbi sulla matrice: “È la naturale conseguenza delle minacce e dei danneggiamenti già subiti e denunciati. Temo che qualcuno voglia cancellare questo campo sperimentale perché i risultati divergono in maniera chiara dalle conclusioni scientifiche e istituzionali che asseriscono che gli alberi non possano essere sostenuti per ritornare sani in senso agronomico”.

Fin qui le ipotesi, poi ci sono le osservazioni che sono state fatte sul fondo nei giorni successivi: “Ho fatto un trattamento sabato mattina, quando mi sono accordo di cosa fosse successo, probabilmente tra mercoledì e giovedì: è già visibile il fatto che i rami stiano tornando verdi e questo dimostra che anche in aridocultura la pianta, con un sistema xilematico ripristinato, immagazzina acqua e sostanze nutrienti che servono a fronteggiare le situazioni avverse. Con questo voglio dire che questo atto, secondo me delittuoso, finisce per corroborare la mia posizione: queste piante non solo hanno contrastato la Xylella, producendo molte olive, ma sono così forti da reagire presto anche a un incendio”.

Le foglie verdi dopo le fiamme

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