Veliero intercettato al largo, a bordo migranti. Un malore e un fermo

I finanzieri hanno scoperto nella notte la barca in avvicinamento alle coste di Leuca. Fra gli stranieri, in tutto trentadue, anche sei minori non accompagnati. Uno di loro ricoverato a Tricase. Un iraniano sospettato di essere lo scafista

Il momento dell'arrivo in porto.

SANTA MARIA DI LEUCA – A distanza di dieci giorni dall’ultimo episodio, Santa Maria di Leuca accoglie un nuovo sbarco di migranti. È successo nel cuore della notte, dopo che una motovedetta della Sezione operativa navale della guardia di finanza di Gallipoli ha preso il largo per verificare la segnalazione riguardante un’imbarcazione sospetta in avvicinamento alle coste dell’estremità meridionale della penisola salentina.

Salpati attorno alle 21,30, al largo del Capo di Leuca i finanzieri hanno così scoperto un motoveliero, nominato Evergreen, di 11 metri, a bordo del quale erano stipati trentadue stranieri, tutti maschi, alcuni dei quali molto giovani (e che in seguito si sarebbe scoperto essere sei minorenni non accompagnati da famigliari). L’arrivo nel porto di Leuca è avvenuto poco prima delle 23.

Una volta a terra, i migranti sono stati visitati dal medico dell’Usmaf e soccorsi dai volontari della Croce rossa italiana, che hanno fornito coperte, acqua e cibo. Considerando il periodo e il maltempo in avvicinamento, con abbassamento delle temperature, erano tutti in ipotermia. Per uno di loro, colto da malore, forse anche a causa di problemi di salute pregressi (risultato positivo al Covid-19 dopo un primo tampone, che sarà ripetuto in mattinata), è stato necessario anche il trasporto in ospedale. Si trova al momento ricoverato presso il “Cardinale Panico” di Tricase.

Dichiaratisi di varie nazionalità (sedici afghani, dodici iraniani, un bengalese e due siriani), una volta avvisato il pubblico ministero di turno, Alberto Santacatterina, è scattato anche un fermo nei confronti di un uomo sospettato di essere lo scafista. I riflettori sono stati puntati su un 32enne iraniano, sorpreso alla condotta dell'imbarcazione, che risponde di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In trenta, dunque, sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto dove in mattinata sono iniziate le operazioni di identificazione affidate al pool interforze della Procura.    

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