Sbarco notturno a Porto Selvaggio, rintracciati a terra quasi 80 migranti

L'avvistamento intorno alle 5 del mattino. Poi, le ricerche di tutte le forze dell'ordine. Molti minori con i parenti fra i vari gruppetti sparsi, trovati in vari punti: Santa Caterina, località Posto di Blocco, dentro Nardò

NARDO’ – È stata una donna di passaggio alle 5 del mattino, nei pressi di Porto Selvaggio, a notare un primo gruppetto. Nessun dubbio sul fatto che fossero migranti sbarcati da poco sulla costa. Si aggiravano spaesati, cercando di capire quale direzione prendere. La passante ha così avvisato i carabinieri e da quel momento è iniziata un’operazione di ricerca che s’è protratta per ore e che ha visto coinvolte tutte le forze in campo. Anche perché, più scorrevano i minuti, più aumentavano gli avvistamenti in altre zone della costa e dell’entroterra di Nardò. 

Guardia di finanza, commissariato di polizia, polizia locale, oltre ai carabinieri, si sono così messi in movimento su una vasta area. È stata anche avvisata la Croce rossa italiana, come da protocollo, per il supporto. Alle 10 circa erano oltre una sessantina gli stranieri rintracciati, divisi in vari gruppi e scoperti ad aggirarsi in più punti. Alcuni erano nella marina di Santa Caterina, altri sono stati trovati un po’ più avanti, in località Posto di Blocco. Altri ancora, un paio di gruppi, erano riusciti persino a raggiungere a piedi la periferia di Nardò. Nelle ore successive, si è arrivati a un umero più alto: settatotto.

Si tratta di 31 maschi, 14 donne e 33 minori di nazionalità afgana, somala, irachena e pachistana. Fra loro, intere famiglie che hanno affrontato il viaggio partendo, probabilmente, da coste turche o greche. All’inizio, inoltre, si pensava che il natante con cui hanno raggiunto la costa nel corso della nottata fosse riuscito a prendere il largo, sfuggendo alle maglie dei controlli in mare, sia in arrivo, sia in uscita. In realtà, un’imbarcazione è stata successivamente rinvenuta dalla guardia di finanza incagliata sulla costa, nei pressi del parco naturale di Porto Selvaggio. Si tratta di una barca a motore di circa 14 metri che avrebbe potuto trasportare un numero cospicuo di persone e che, una volta recuperata, è stata trainata nel porto di Gallipoli.

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Video | Le operazioni di rintraccio dei migranti

Una volta rintracciati i vari gruppi, sono stati fatti convergere tutti in un parcheggio di Posto di Blocco, per poi essere trasportati al centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto, per le procedure sanitarie, in particolare per verificare eventuali casi di portatori di Covid-19. Spetterà poi al pool antimmigrazione della Procura l’identificazione degli stranieri e l’indagine per l’eventuale individuazione degli scafisti. I trafficanti di essere umani potrebbero nascondersi fra gli stessi migranti, come quasi sempre avviene, a meno che non sono riusciti a svignarsela in qualche altro modo.

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