Ss 275, annullata la gara. Matarrese e Coedisal pronte alla battaglia

Anas ha completato la procedura di revoca. Per l'ammodernamento della strada da Maglie al Capo di Leuca si va verso una nuova fase di contenziosi giudiziari

L'avvocato Quinto con la disposizione di Anas.

LECCE – Il raggruppamento di imprese formato da Matarrese e Coedisal (gruppo Palumbo) è pronto ad aprire un nuovo contenzioso sulla “infinita” vicenda della Ss 275.

Lo ha detto a chiare lettere l’avvocato Pietro Quinto illustrando l’atto con cui Anas ha definitivamente annullato tutta la procedura di gara per i lavori di ammodernamento e adeguamento della strada che collega Maglie al Capo di Leuca.

La società presieduta da Gianni Vittorio Armani ha chiuso così l’iter prima avviato con l’esclusione dell’associazione tra Ccc e Igeco, originaria aggiudicataria dell’appalto, e poi proseguito con l’estromissione di quella tra Matarrese e Coedisal per una polizza fideiussoria falsa presentata proprio quando erano maturate le condizioni, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato del luglio del 2014, perché l’opera venisse appaltata a quel raggruppamento che in prima istanza era stato collocato al quarto posto in graduatoria.

I giudici amministrativi di Palazzo Spada avevano però stroncato tutta la procedura di gara parlando esplicitamente di macroscopiche illegittimità e avevano così lasciato ad Anas la possibilità di annullare tutto in autotutela, fermo restando il diritto di Matarese e Coedisal ad un indennizzo di 10 milioni di euro. Nel mentre è subentrato l’intervento dell’Autorità anticorruzione che nella sua istruttoria ha individuato nella questione della polizza falsa un elemento di inaffidabilità del raggruppamento. Questo giudizio ha definitivamente spinto Anas all’annullamento di tutta la gara, azzerando completamente la situazione e pregiudicando il passaggio di mano dell'appalto.

Ma la decisione, come prevedibile, non è indolore e si profila così una nuova appendice giudiziaria che rischia di ritardare ulteriormente la realizzazione di un’opera il cui progetto preliminare risale al 2005. Anas ha motivato l’annullamento sostanzialmente con l’inattualità dell’opera che, così come pensata, comporterebbe un aumento considerevole dei costi, già lievitati nel corso di questi anni da una base d’asta di 200 milioni a quasi 300, e quindi un’ulteriore violazione dell’interesse pubblico.

La società presieduta da Armani intende procedere ad una nuova gara con la suddivisione in lotti, sulla base di un progetto esecutivo redatto internamente, e ha assicurato di poter concludere in tempi relativamente brevi, salvo cioè i contenziosi che invece si stanno materializzando, i primi 18 chilometri, quelli da Maglie a Montesano Salentino.

Per Pietro Quinto, però, ci sono molti elementi che rendono fumose queste intenzioni: il noto amministrativista si è detto molto perplesso del fatto che Anas voglia procedere da un nuovo progetto esecutivo “nel momento in cui si afferma – nella disposizione di annullamento della gara – il superamento sia del progetto definitivo approvato dal Cipe nel 2009 e sia del diverso progetto approvato d’intesa con la Regione Puglia e gli enti locali nel 2011”. Fu allora, infatti, che ci fu un’intesa istituzionale ai massimi livelli – di cui furono garanti Raffaele Fitto in qualità di ministro degli Affari Regionali e Nichi Vendola come governatore – per chiudere un contenzioso promosso proprio dalla Regione Puglia per chiedere un ridimensionamento progettuale del tratto da Montesano Salentino fino a Leuca.

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L’avvocato leccese ha ricordato anche come i principali responsabili della situazione che si è determinata siano proprio Anas e la Regione Puglia (ente finanziatore di 165 milioni di euro), che, in base al disciplinare firmato proprio nel 2011 avrebbe dovuto esercitare i poteri di vigilanza (fino alla misura estrema della revoca). Lo scenario più realistico che si va profilando, secondo Quinto, è quello di una strada dimezzata e del mancato utilizzo di una parte delle risorse finanziarie già assegnate. 

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