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Cronaca

Stalking, botte e pretese di soldi ai danni di una ex amica, chiesto il processo

Fissata per il 21 giugno l’udienza preliminare nei riguardi di una 36enne leccese accusata di aver reso impossibile la vita di una donna alla quale era stata legata da un rapporto di amicizia

LECCE - Nuovi guai giudiziari per Fiorina Calcagnile, la 36enne leccese finita più volte sulle pagine della cronaca locale per furti e rapine (qui la notizia dell'ultimo arresto). Stavolta, è accusata di stalking, lesioni, tentata estorsione, violenza privata, violazione di domicilio, rapina, ai danni di una ex amica. 

Sono questi reati contestati nell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Luigi Mastroniani che, nei giorni scorsi, ha chiesto il rinvio a giudizio della donna. L’istanza sarà discussa il prossimo 21 giugno dinanzi al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Lecce Marcello Rizzo. In quella circostanza, la presunta vittima, una 45enne leccese, potrà costituirsi parte civile con l’avvocato Angelo Vetrugno.

Stando alle indagini, il rapporto tra le due donne avrebbe iniziato a deteriorarsi a partire dal mese di settembre del 2022, quando Calcagnile avrebbe iniziato a manifestare condotte invadenti e persecutorie che sarebbero sfociate in azioni di inaudita violenza. 
Lettere, continue telefonate dal tono minaccioso e appostamenti sarebbero stati la parte meno grave della storia.

In alcune occasioni, infatti, la 36enne avrebbe aggredito fisicamente la malcapitata, arrivando anche a lanciarle addosso un pesante posacenere che per fortuna questa riuscì a schivare.

“Ti spacco la porta...ti demolisco la casa”, queste le frasi che avrebbe rivolto alla ex amica qualora si fosse rifiutata di ospitarla, ma  quando gli fu data questa possibilità, avrebbe messo a soqquadro il suo appartamento. In una circostanza, racconta ancora l’inchiesta, l’imputata avrebbe spintonato la 45enne contro il muro e le avrebbe stretto le mani al collo. Il 20 dicembre del 2022, al diniego dell’ex amica di consegnarle 500 euro, le avrebbe sferrato schiaffi e tirato i capelli.

Ma non finisce qui. Il 28 gennaio scorso, dopo aver forzato la porta di ingresso, Calcagnile si sarebbe introdotta in casa della vittima, e dopo averla presa a pugni e schiaffi, impossessandosi della borsa, l’avrebbe trascinata per i capelli fuori dall’abitazione, strappandole di mano e gettando a terra il telefono con l’intenzione di romperlo per impedirle di chiedere aiuto alla polizia.

A difendere l’imputata ci penserà l’avvocata Loredana Pasca.

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