Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Mega parco eolico a Parabita, il Tar di Bari conferma il giudizio negativo della Regione

Secondo i giudici amministrativi, la procedura che ha portato alla bocciatura del progetto proposto da Nextwind nel 2009 è stata corretta. La società, presentando ricorso, aveva sollecitato una decisione finale da parte del Consiglio dei ministri

Foto d'archivio.

PARABITA – Anche il Tar di Bari sbarra la strada alla società Nextwind per l’installazione di undici torri eoliche da 33 megawatt. I giudici amministrativi hanno quindi confermato la bocciatura espressa dalla Regione Puglia in sede di conferenza dei servizi. 

Il progetto di parco eolico era stata presentato nel 2009 e sin dalle prime battute l’amministrazione comunale di Parabita aveva maturato una posizione contraria, ribadita poi in tutte le fase dell’iter e del contenzioso, nel quale è stata  assistita dagli avvocati Pietro e Antonio Quinto. 

La Regione Puglia, che aveva accolto i rilievi del Comune, aveva formulato una valutazione di incidenza ambientale negativa anche perché il proponente non avrebbe tenuto debito conto dell’interferenza con altri parchi presenti nelle zone limitrofe, formulando un piano carente dal punto di vista dello studio di inserimento e di impatto su un paesaggio caratterizzato ancora da profili di autentica ruralità.

La sentenza della corte barese ha messo in evidenza la regolarità  procedimento seguito e l’insindacabilità del giudizio di incompatibilità ambientale, che preclude la strada ad ogni possibile pronunciamento da parte di organi sovraordinati.  Nextwind, infatti, presentano il ricorso al Tar del capoluogo regionale aveva non solo contestato la Via regionale, ma anche sollecitando una determinazione del Consiglio dei ministri per porre fine alla querelle.

“La decisione ha una portata di carattere generale – ha dichiarato Pietro Quinto – in quanto vi è affermato il principio per cui, in presenza di una determinazione Via negativa, nel sistema delineato dal legislatore della Regione Puglia è in ogni caso preclusa la realizzabilità dell’opera, sicché non è possibile operare la rimessione della questione al Consiglio dei ministri, come invece avviene nell’eventualità di un dissenso espresso da parte di una delle altre amministrazioni che partecipano alla conferenza non portatrici di interessi sensibili al pari di quello ambientale”. In giudizio si erano costituiti anche la Regione Puglia e l’associazione Italia Nostra.

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