Tentarono il furto di 25 ulivi secolari: due condanne e due assoluzioni

Il verdetto nel processo scaturito dalla vicenda avvenuta a marzo nel fondo dove ha sede la location "Tenuta Lucagiovanni"

Si è concluso con due condanne e due assoluzioni il processo ai quattro uomini accusati di aver tentato di rubare venticinque alberi di ulivi secolari nel fondo privato dove ha sede la nota location per ricevimenti  “Tenuta Lucagiovanni”,  in località Fraciola, in agro di Maglie. Il giudice della prima sezione penale Alessandra Sermarini ha inflitto un anno di reclusione, più il pagamento di una multa di 400 euro, a Cristian Solida, 35enne di Alezio, e a Ivano Iannotta, 29enne di Alezio, mentre ha assolto (“perché il fatto non costituisce reato”) Maurizio De Martino, 55enne di Gallipoli,  e Muhammad Ilyas, 31enne di Tuglie, nei confronti del quale è stata annullata la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le motivazioni della sentenza, emessa questa sera, saranno depositate entro novanta giorni.

I quattro imputati furono arrestati in flagranza la sera del 22 marzo scorso dai carabinieri della stazione di Scorrano, insieme ad altri tre uomini: Antonio Merola, 44enne di Otranto,  e Antonio Sansò, 36enne di Gallipoli, per i quali la vicenda si è già conclusa con una sentenza di patteggiamento e Giuseppe Merola, 22enne di Otranto, che ha già ottenuto la messa alla prova. Con loro c’era anche un ragazzo di 17 anni.

Al termine delle perquisizioni, furono sequestrate quattro motoseghe a scoppio, una scala, un’ascia, una pala, una cassetta degli attrezzi (dove erano riposti tre chiavi svita candele, una pinza, una tenaglia, tre affila catene da motosega, un giravite, un pennello, cinque catene da motosega, un coltello, una lama, un rotolo di carta vetrata, un chiavino per motosega), e due taniche, una con benzina, l’altra con olio lubrificante. Ai militari, Solida riferì che tutto il materiale apparteneva a lui.

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Gli imputati erano difesi dagli avvocati Roberto Aymone, Americo Barba e Alessandra Luchina.

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