Arrivano le ruspe a Torre Suda, abbattuta una villa abusiva in costruzione

Rigettato il ricorso dalla Cassazione, arrivata tardivamente anche la richiesta dei proprietari di autodemolizione, questa mattina una ditta incaricata dalla Procura ha iniziato a demolire una costruzione nella marina di Racale che stava deturpando in paesaggio

TORRE SUDA (Racale) – Le ruspe hanno iniziato a lavorare di buon’ora, oggi, per trasformare una villa in costruzione in un cumulo di polvere e macerie e ridare forma al paesaggio sfigurato. La demolizione è stata eseguita a Torre Suda, marina di Racale. L’ennesimo colpo agli illeciti ambientali, da quando il procuratore Cataldo Motta e il procuratore aggiunto Ennio Cillo hanno intrapreso quella che appare come una vera e propria crociata, un’attività di recupero del territorio deturpato grazie all’esecuzione a tappeto di sentenze penali di condanna con ordine di demolizione delle costruzioni abusive.

L’immobile, in questo caso, era allo stato rustico, ma già a uno stato avanzato di lavori, per una consistenza di 470 metri cubi. Era composta di due piani, per circa 145 metri quadrati. Stava sorgendo in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Come tanti, troppi altri fabbricati, venuti su dal nulla negli anni.  

I proprietari avevano presentato ricorso, ma la Corte di Cassazione ha rigettato l’istanza. Ha fatto seguiti una richiesta degli interessati di auto-demolire, ma è risultata però tardiva. Inevitabilmente, sulle pareti s’è quindi abbattuta la scure. Anzi, la pala della ruspa. La Procura, infatti, ha dato delega a una ditta di eseguire l’intervento.

Oltre agli abbattimenti eseguiti dalle imprese incaricate dalla Procura, hanno raggiunto quota 110 le costruzioni già demolite in modo autonomo dagli interessati. Statisticamente, sono soprattutto immobili diffusi soprattutto lungo la costa del Salento. Ville e villette estive, magari da affittare a turisti, una volta terminate, se non per il proprio relax. Interessi privati che cozzano con quelli pubblici della tutela del territorio, in una rinnovata coscienza ambientale.  

In molti casi le sentenze di condanna hanno pena sospesa, a condizione che la costruzione sia demolita. E i proprietari provvedono di propria iniziativa. In questo modo, si può fruire dei benefici ed evitare la richiesta di revoca della sospensione.

torre suda 2-2-3Di recente sono state diverse le autodemolizioni. Spiccano due piscine a Diso e a Borgagne e alcune costruzioni a Ugento, Gallipoli e altre note località. Tutte situazioni in cui s’è pienamente recuperato il paesaggio originario.

Il protocollo d’intesa Procura-Regione, sottoscritto dopo l’approvazione della legge regionale 15/2012, ha permesso di migliorare la collaborazione fra istituzioni nella prevenzione e nella repressione dell’abusivismo mettendo a disposizione sia alcune unità di personale, sia superando la difficoltà di accesso ai finanziamenti. Ora si può usufruire, infatti, di un fondo regionale.

Il “Progetto pilota” per le demolizioni, esteso anche alle Procura di Brindisi e Taranto, intende assicurare in questo modo il controllo del territorio e la difesa dei beni paesaggistici e del patrimonio culturale. L’altro risultato che si spera di ottenere è che l’effettiva esecuzione delle demolizioni possa rendere più agevole ai Comuni il controllo dell’abusivismo e la programmazione del recupero del territorio permettendo di organizzare interventi immediati di ripristino, appena constatato l’inizio di opere abusive. 

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