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Cronaca Copertino

Truffa all’Inps con i falsi braccianti, inflitti quasi 12 anni di reclusione

Degli otto imputati coinvolti nell’inchiesta su una cooperativa agricola che sarebbe stata costituita ad hoc per ingannare l’Istituto di previdenza, cinque hanno patteggiato, due sono stati condannati in abbreviato e uno è stato rinviato a giudizio

COPERTINO – Si è chiuso con cinque patteggiamenti, due condanne in abbreviato e un rinvio a giudizio il procedimento che aveva puntato i riflettori sulla società cooperativa Marulla, tra Monteroni e Copertino, e su un giro di assunzioni fittizie finalizzate a ottenere indennità e ammortizzatori sociali previsti dalla normativa a sostegno del reddito (dalla disoccupazione agricola alla malattia, dalla maternità ai rimborsi covid-19).

Oggi, la giudice del tribunale di Lecce Silvia Saracino ha emesso le seguenti sentenze di patteggiamento: 2 anni e mezzo per Mauro Petito, 58 anni, e un anno, dieci mesi e venti giorni (pena sospesa) per il figlio Giuseppe, 31, entrambi soci fondatori della cooperativa; un anno, dieci mesi e venti giorni (pena sospesa) anche per Giovanni Angelo Petito, 54, e un anno e dieci mesi (pena sospesa) per Luigi Petito, 57 anni, co-proprietari col fratello Mauro dei terreni che, secondo l’accusa, sarebbero stati apparentemente conferiti in uso alla società per giustificare un elevato bisogno di manodopera. Erano tutti difesi dagli avvocati Giuseppe, Michele e Giulia Bonsegna.

Ha concordato la pena, a un anno e dieci mesi (pena sospesa) anche Selenia D’Andrea, 44 anni, di Copertino, difesa dall’avvocato Cristiano Solinas, indicata nelle carte dell’inchiesta come consulente del lavoro, sebbene non risulti alcuna sua iscrizione nell’apposito Albo.

Gli altri due imputati che avevano chiesto e ottenuto di essere giudicati col rito abbreviato, hanno rimediato un anno e 11 mesi (pena sospesa) a testa. Si tratta di Giovanni Leuzzi, 49 anni, di Salice Salentino, commercialista della società, difeso dall’avvocato e di Alessandro Ventola, 37, di Presicce-Acquarica, assistito dall’avvocato Raffaele Benfatto. Quest'ultimo era finito al banco degli imputati, in qualità di titolare di studio di consulenza di pratiche per l’immigrazione e presidente dell’Associazione International a Lecce, con l’accusa, in concorso con Mauro Petito e Leonardo Fema-Re, 60 anni, rappresentante legale ma ritenuto prestanome, di aver favorito la presenza irregolare di cittadini extracomunitari (22, per i quali sarebbero state dichiarate anche giornate lavorative non fittizie e 26, che alla data delle indagini non erano stati ancora formalmente assunti), presentando domande di regolarizzazione in cui si attestava falsamente la circostanza della loro regolare assunzione in cambio di somme di denaro (di circa duemila, duemila e 500 euro).

Quanto a Fema-Re, l’unico che non aveva richiesto riti speciali, il processo si aprirà in ordinario il 27 febbraio prossimo davanti al giudice Fabrizio Malagnino.

Parte civile, l’Inps, nei riguardi delle quale gli inquirenti stimarono un danno di un milione di euro dai conteggi svolti sino al 2020.

Quanto ai 159 falsi lavoratori, individuati dall’inchiesta coordinata dalla sostituta procuratrice Donatina Buffelli, dichiarati assunti dalla società, dal momento della sua costituzione, il 16 gennaio del 2017, fino al dicembre 2020, che avrebbero chiesto e ottenuto all’Istituto di previdenza varie indennità, la loro posizione fu definita con decreto penale di condanna. Proprio oggi 71 di questi, che si opposero al decreto, si sono presentati dinanzi alla giudice Elena Coppola. La discussione è stata aggiornata al prossimo 15 marzo.


 

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