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Raggiro nel Salento / Melendugno

Pagano 700 euro per una casa vacanza nel Salento ma all’arrivo scoprono la truffa

Il raggiro dopo la pubblicazione di un annuncio online: versata la caparra, le vittime hanno effettuato un sopralluogo scoprendo che l’abitazione a San Foca fosse privata e abitata col proprietario all’oscuro di tutto. Presentata una denuncia

SAN FOCA (Melendugno) - C’è un film, girato qualche anno fa nel Salento e firmato da Massimo Venier (“Odio l’estate”) con Aldo, Giovanni e Giacomo, che si ritrovano con le rispettive famiglie a condividere una casa vacanza che, per errore, l’agenzia viaggi ha affittato a tutti e tre contemporaneamente: quell’imprevisto diventa occasione di nuove relazioni e l’occasione per risolvere i sospesi della propria vita. E c’è anche un recente scherzo de “Le Iene” fatto al comico Pintus, in cui quest’ultimo si trova la casa di proprietà affittata da un’agenzia a uno sconosciuto.

Qualcosa di simile, ma fuori da ogni sceneggiatura cinematografica e, soprattutto senza nulla di divertente, è accaduto alle vittime di una truffa sulle case vacanze nel Salento. Il destino di un uomo salentino e di una coppia di vacanzieri si sono trovati accomunati da una vicenda che sta procurando loro non pochi grattacapi oltre al rammarico e rabbia.

Non senza meraviglia, infatti, il proprietario di un’abitazione sul lungomare di San Foca, marina di Melendugno, si è imbattuto nelle scorse settimane, in due persone, un uomo di nazionalità tedesca su una sedia a rotelle e la compagna, una donna romana, che gli hanno comunicato di aver pagato una sostanziosa caparra per affittare per due settimane quella che probabilmente era la sua abitazione. Dopo un primo imbarazzo, i tre hanno preso consapevolezza di essere, a titolo diverso, destinatari di un raggiro e hanno provato a ricostruire ogni singolo passaggio per presentare denuncia e stanare i responsabili, o meglio la presunta responsabile dell’accaduto.

I fatti

Tutto è iniziato tra maggio e giugno, quando la donna romana ha pubblicato un annuncio su un gruppo di affitto di case estive per prenotare un soggiorno di quindici giorni per un gruppo di amici tedeschi. Dopo poco, nella casella postale di Messenger, è arrivato un messaggio privato da una donna italiana, che si presentava come una scenografa del posto che aveva vissuto per una decina d’anni a Roma. Da lì vocali, scambi di informazioni, con dettagli anche molto personali sulla propria vita e con riferimento ad una malattia e alle terapie affrontate e da affrontare. Ma soprattutto la disponibilità ad affittare un’abitazione sul lungomare di San Foca per il periodo necessario agli amici tedeschi della richiedente per un prezzo di 1800 euro per due settimane di soggiorno.

E ovviamente a corredo di tutto, la presunta proprietaria dell’immobile ha inviato una serie di foto per garantire sulla bontà dell’offerta, compreso alcune da Google maps per indicare l’esatta posizione. Così è arrivato l’accordo tra le parti con la richiesta di una caparra di 700 euro per bloccare la casa. La donna acquirente ha nel giro di pochi giorni versato il dovuto alla sua interlocutrice.

Qualche giorno dopo, insieme al compagno, si è recata a San Foca per un sopralluogo, ma fin dall’inizio qualcosa è sembrato non quadrare: gli esterni dell’abitazione nel luogo indicato sono subito apparsi differenti da quelle visualizzati nelle immagini. Così sono arrivati i primi sospetti. La donna ha provato a contattare la presunta proprietaria che si è negata adducendo come scusa di trovarsi ad un matrimonio in Valle d’Itria. Poi, nella notte, un messaggio con cui si sarebbe scusata per un inconveniente sopraggiunto, che aveva fatto saltare la locazione e assicurando il rimborso delle spese versate. Mai promessa più disattesa, visto che da allora si è resa irreperibile, bloccando tutti i contatti con la coppia.

Gli altri casi

La coppia ha, quindi, deciso di avvertire il proprietario dell’abitazione fotografata dall’alto su Google Maps dell’accaduto e del fatto che qualcuno, a sua insaputa, stesse usando quel posto per mettere a segno un raggiro. La donna di Roma ha poi pubblicato sul sito di offerte di casa vacanza un annuncio in cui ha spiegato la propria disavventura e ha invitato gli utenti a stare attenti al profilo che aveva realizzato il raggiro. Da allora ha ricevuto una serie di testimonianze di persone cadute nella trappola della stessa mente e con le medesime modalità di azione: in qualche caso, addirittura con le stesse foto, sarebbero state messe in affitto abitazioni in Sardegna o sul litorale di Rimini.

Da un’analisi approfondita sarebbero almeno dieci le persone che, da marzo ad oggi, sarebbero incappati in questa truffa per mano della stessa persona. C’è stato il tentativo di risalire all’identità della persona, ma il sospetto è che il nome e le generalità fornite possano essere anche quelle rubate. Insomma, più indizi che fanno una prova rispetto a un modo di operare consolidato e che, secondo quanto scoperto dalle vittime, andrebbe avanti dal 2016. 

La vittima, insieme al compagno, dopo l’accaduto, si è rivolta ai carabinieri, presentando formale denuncia. Anche il proprietario dell’abitazione, rammaricato per l’accaduto e per la cattiva immagine data al territorio per colpa di una vicenda simile, ha presentato una seconda denuncia alla polizia postale. Ora si attendono sviluppi, anche se in tutti i protagonisti di questa disavventura, emerge scoramento. Sette anni di impunità per chi opera raggiri sono un duro colpo alle speranze di chi chiede giustizia.

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