Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca Specchia

Ucciso a colpi di pietra e gettato in una cisterna: imputato il fratello

Ha chiesto di essere giudicato col rito abbreviato il 70enne accusato dell’omicidio del fratello maggiore, avvenuto il 24 marzo scorso in un fondo sulla strada comunale Fontanelle di Specchia

SPECCHIA - Uccise il fratello colpendolo con almeno una pietra in diverse parti del corpo, soprattutto in testa e al volto e, quando questi era oramai esanime, lo trascinò in una vicina cisterna di raccolta dell’acqua piovana. E’ questa la vicenda avvenuta il 24 marzo scorso nel fondo agricolo, sulla strada comunale Fontanelle di Specchia, di proprietà della vittima, Vincenzo Scupola, di 78 anni, che il prossimo 29 novembre finirà al vaglio del giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Lecce Marcello Rizzo. 
In quella sede, si discuterà la richiesta di rito abbreviato avanzata dal responsabile, Nicola Scupola, di 70 anni, attraverso gli avvocati difensori Sergio Annesi e Cristiano Solinas, subito dopo aver ricevuto il decreto di giudizio immediato con il quale era stato fissato l’inizio del dibattimento in Corte d’Assise per il 12 ottobre del 2023.
Nell’istanza i legali avevano fatto presente che il reato contestato (ossia di omicidio volontario aggravato dall’essere stato commesso contro il fratello) è punito con la pena tra i 24 e i 30 anni, quindi con una condanna diversa da quella dell’ergastolo, ostativa all’ammissione al rito speciale.
Durante l’interrogatorio di convalida del fermo, davanti al giudice Sergio Tosi, Scupola dichiarò di aver agito per legittima difesa, che la vittima aveva un carattere difficile e più volte l’aveva minacciato di morte. E stando alla sua versione (qui, tutti i dettagli), il fratello maggiore l’avrebbe aggredito anche quel giorno, quando lo raggiunse per chiedergli spiegazioni riguardo al taglio di un serbatoio dell’acqua nel terreno attiguo di cui è proprietario e ammise di averlo fatto per dispetto.
Il gip ritenne il suo racconto inattendibile in più punti e, comunque valutò la reazione sproporzionata all’offesa, confermando così il carcere.
Attualmente, l’uomo è ai domiciliari con braccialetto elettronico.
 

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