Vicino di casa preso a colpi di spranga e minacciato di morte: in tre a processo

L’episodio risale al 5 dicembre 2016 a Taurisano. Per l’accusa, ad agire con metodo mafioso furono Orazio, di 34 anni, e Fabio Preite, di 29. Alle intimidazioni avrebbe preso parte anche Cosimo Michele Preite, di 57

TAURISANO - Dopo la recente condanna a 15 anni per il tentato omicidio di un imprenditore, colpito con un cric alla testa fuori da una discoteca, Orazio Preite dovrà prepararsi a un nuovo processo. L’accusa stavolta è di lesioni aggravate dal metodo mafioso. Sì perché, il 34enne di Taurisano avrebbe aggredito un vicino di casa, usando in questo caso una sbarra di ferro di circa 70 centimetri.

La vicenda, avvenuta il 5 dicembre del 2016, chiama in causa anche Fabio Preite, 29enne di Taurisano. E’ con lui che, durante una discussione, Orazio avrebbe picchiato il malcapitato, provocandogli ferite in più parti del corpo (ritenute guaribili dai medici in 25 giorni). A stabilirlo è stata l’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Francesca Miglietta con gli agenti del commissariato locale: si trattò di una “lezione pubblica” data a chi aveva mancato di rispetto nei loro riguardi e con l’obiettivo di affermare una presunta supremazia e controllo del territorio. A reato di lesioni, poi, va ad aggiungersi quello di tentata violenza privata, contestato al 34enne e a un altro familiare Cosimo Michele Preite, 57enne, di Taurisano, per le minacce di morte che avrebbero rivolto alla vittima per impedirle di denunciare l’episodio alla polizia.

Di questo si è discusso oggi durante l’udienza preliminare, al termine della quale, il giudice Sergio Tosi ha rinviato a giudizio i tre uomini, fissando al 16 settembre la data di inizio del processo che si celebrerà davanti ai giudici della seconda sezione penale.

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A difendere gli imputati ci penseranno gli avvocati Antonio Savoia e Mario Coppola.

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