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Violenta rapina in casa di un anziano, finisce in carcere per scontare la pena

Andrea Calamaio, 42enne di Galatone, fu artefice con un complice di un grave episodio di cronaca risalente all'aprile del 2015

GALATONE – La notifica è delle scorse ore. Andrea Calamaio, 42enne di Galatone, già ai domiciliari, finisce in carcere. L’ordine di esecuzione è stato emesso da Tribunale di Lecce. L’uomo deve espiare una pena di cinque anni, cinque mesi e tre giorni, pagando inoltre una multa di 3mila euro, per rapina e lesioni personali aggravate in concorso.

calamaio andrea-2-3A giugno del 2016 è arrivata per lui e per il complice, Sebastiano Zambonini, 32enne, la condanna per una violenta rapina commessa a Galatone il 24 aprile del 2015.  I carabinieri intervennero all’una di notte in casa di un anziano che era stato appena rapinato. In due, con passamontagna, si erano introdotti in casa e avevano portato via 400 euro e alcuni libretti postali. Usciti, avevano anche incrociato una pattuglia di un istituto di vigilanza privata e avevano lanciato loro contro un piede di porco scappando a piedi.

Durante il sopralluogo, i carabinieri notarono vistose tracce di sangue, non provenienti dall’anziana vittima che, condotta presso il pronto soccorso e sottoposto a numerosi accertamenti, viste le precarie condizioni di salute, era stata poi sentita dai carabinieri di Gallipoli nell’immediatezza e aveva descritto quanto avvenuto.

La vittima uscì armata di coltello

L’anziano, dopo aver sentito rumori provenire dalla porta dell’abitazione, era uscito sulla veranda esterna, portando con sé un coltello da cucina per difendersi.  Qui era stato spintonato con violenza all’interno dai due rapinatori. Uno di loro, poi identificato in Zambonini, nella foga di spintonare l’anziano dentro all’abitazione e non essendosi accorto che teneva un coltello in mano, si era procurato un profondo taglio al collo dal quale subito aveva cominciato a sgorgare sangue.

L’anziano era stato nel frattempo portato nella camera da letto dove, stando alle ricostruzioni, mentre Zambonini con forza lo teneva fermo contro la spalliera provocandogli ematomi e contusioni (continuando però a sanguinare), Calamaio metteva a soqquadro la casa alla ricerca di soldi e preziosi. Fu l’anziano stesso a rivelare dove trovare 400 euro e i libretti postali, per liberarsi di quell’incubo.

Uno dei rapinatori fu ricoverato

Zambonini, con una vistosa ferita di arma da taglio, dovette però farsi ricoverare presso l’ospedale di Galatina. Provò a giustificarsi asserendo di essersi tagliato in una campagna vicina nel tentativo di scavalcare una recinzione e di essere poi tornato a casa facendosi accompagnare da familiari e vicini di casa all’ospedale. Ma gli accertamenti dei carabinieri del Nucleo investigativo, inviati sul posto, appurarono che, mentre nell’abitazione dell’anziano rapinato vi erano numerose tracce ematiche, in quella campagna il sangue era ben poco, non compatibile con quella ferita.

Fu a quel punto che Zambonini confessò la rapina compiuta, senza però voler rivelare il nome del complice. I carabinieri  della compagnia di Gallipoli arrivarono a Calamaio dopo aver sequestrato il cellulare del ragazzo dal quale erano subito emersi dei contatti particolari con il numero in uso al al 42enne, tra cui un messaggio, inviato quando già si trovava in ospedale, in cui lo avvisava che i carabinieri erano arrivati a lui.

I contatti telefonici deteminanti

Furono trovati anche altri contatti telefonici con un terzo ragazzo galatonese. Quest’ultimo, sentito a verbale, completò il quadro indiziario a carico di Zambonini e Calamaio, rivelando di aver incontrato la sera precedente i due rapinatori e di aver chiesto loro di acquistare della sostanza stupefacente. Su loro indicazione li aveva quindi accompagnati nei pressi dell’abitazione della vittima e qui li aveva attesi, aspettando la consegna. In realtà, dopo circa mezz’ora, li aveva visti tornare di corsa e con Zambonini profondamente ferito al collo. Gli accertamenti confermarono tali dichiarazioni con il ritrovamento di tracce ematiche, repertate all’interno dell’autovettura.

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