Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

Piconese al contrattacco: “I vecchi dirigenti temono il cambiamento”

Il candidato alla segreteria provinciale del Pd risponde ai sospetti sulla fase congressuale avanzati da più parti con una lettura politica. Abaterusso dopo la lettera di Capone: "Sorprende l'atteggiamento dell'onorevole Salvatore Schettino"

Gabriele Abaterusso e Salvatore Piconese.

LECCE – La vecchia classe dirigente del Partito democratico del Salento è arroccata nel suo istinto di conservazione. E la richiesta pressante di sospensione della fase congressuale in corso nasconde il timore di rimanere una volta per tutte fuori dalla stanza dei bottoni. Così Salvatore Piconese spiega le polemiche, sempre più veementi degli ultimi giorni. Nate per i sospetti di un doping nel tesseramento, possibile fino al giorno stesso di ogni assemblea di circolo, e alimentate da una contrapposizione frontale.

Il sindaco di Uggiano La Chiesa è infatti circondato da un fuoco di sbarramento innescato da una conferenza stampa di Alfonso Rampino - collega di Piconese a Palazzo dei Celestini, e già responsabile organizzativo provinciale – alimentato dal rilancio delle altre aree in competizione, soprattutto quella di Renzi. E’ di ieri l’appello per la sospensione avanzato da Antonio Rotundo e Antonio Maniglio, al quale ha fatto seguito una lettera che Salvatore Capone, deputato ed ex segretario provinciale, ha inoltrato anche a Guglielmo Epifani, passando per tutti i referenti ai vari livelli locali della fase congressuale.

E proprio sul parlamentare di San Cesario di Lecce, si è riversata l’ironia di Gabriele Abaterusso, vice sindaco di Patù e sempre al fianco di Piconese: “Mi sorprende più di tutto l’atteggiamento inverosimile del segretario provinciale uscente e dimissionario, che io oserei chiamare l’onorevole Salvatore Schettino. Avere il coraggio di chiedere la sospensione di un congresso che è l’unica opportunità per questo partito di risollevarsi dalle sorti drammatiche e dal calo di sensi e dalla totale marginalità in cui lui l’ha portato, mi sembra quantomeno paradossale. L’unica differenza rispetto al comandante della Costa Concordia è che quello ne pagherà le conseguenze direttamente, invece il capitano che ha abbandonato questa nave è andato avanti con la carriera politica”

Salvatore Piconese invece ha precisato, ma anche allo stesso tempo ribadito, alcune sue dichiarazioni dei giorni scorsi sulla “lealtà” finanziaria dei deputati salentini nei confronti del partito: “Io non ho mai accusato Salvatore Capone di essere in debito con il partito. Io ho sempre posto un punto di domanda in ogni congresso in cui ci siamo presentati a illustrare la nostra mozione e a partecipare al dibattito. Spero che la risposta venga quanto prima, se i due deputati Salvatore Capone e Teresa Bellanova, hanno pagato la quota prevista per il contributo alla campagna elettorale, 30mila euro a testa, come previsto dal regolamento nazionale. Punto, anzi, punto interrogativo”. Una domanda che non è un’accusa, sottolinea il consigliere provinciale, ma che è legittima soprattutto, spiega, nel momento in cui si chiede a operari e magari anche a disoccupati di tesserarsi al costo di 15 euro.

Sulla questione del tesseramento e delle anomalie sono stati forniti alcuni dati per bilanciare il ragionamento degli avversari, portandolo dal piano della presunta legalità a quello di una normale dialettica politica. Fino ad oggi, hanno spiegato i due amministratori, sono stati tenuti 23 congressi e con risultati non certo plebiscitari: 22 sono i delegati ottenuti da Piconese, 17 da Toma, 12 da Rampino e 9 da Santoro. Quanto ai circoli, le vittorie schiaccianti sono state portate a segno non solo dal primo, ma anche, ad esempio, ad Alezio dove Rampino ha ottenuto 50 voti contro gli 0 di Piconese. Il dato nel tesseramento nei centri maggiori, come ad esempio Nardò non darebbe adito ad alcun retropensiero, così come quello complessivo: “Nell’ultimo congresso hanno votato circa 12mila persone, e c’era un solo candidato. Allora nessuno si è scandalizzato mentre ora che per la prima volta si va incontro ad un esito non scontato si lancia l’allarme”.

(Leggi i Risultati Congressi di Circolo al 28 ottobre 2013)

Nel pomeriggio di oggi, intanto, è atteso il verdetto definitivo da parte della commissione nazionale competente. L’onorevole Roberto Morassut, inviato nei giorni scorsi da Roma, per toccare con mano la fondatezza delle accuse e delle indiscrezioni è ripartito con la convinzione che delle anomalie piuttosto sospette si siano verificate. Sulla base della sua relazione verrà adottata la decisione sulla validità dei congressi di circolo e sulla fattibilità di quello provinciale. Intanto anche la commissione regionale ha chiarito un aspetto del regolamento che aveva fatto molto discutere: al primo turno vince chi ha la maggioranza dei delegati all'assemblea provinciale, non dei voti espressi nei vari congressi.

Piconese, da parte sua, spera comunque nella vittoria in prima battuta per evitare apparentamenti, ma non chiude del tutto la porta ad eventuali avvicinamenti: “A condizione che avvengano alle nostre condizioni, visto che saremo in testa e spingiamo per il rinnovamento totale”. Anche lui, ma nella notte, ha inviato una lettera agli stessi destinatari della missiva di Capone, offrendo la sua chiave di lettura. E per fugare ogni dubbio sulla regolarità delle operazioni in corso ha avanzato una richiesta: “Vi chiedo di inviare presso il partito di Lecce un rappresentante della Commissione nazionale per il congresso, il quale non dovrà venire per poche ore, ma fermarsi intere giornate e verificare attentamente, nei modi e nei tempi che riterrà opportuni, se e quanto fondamento hanno le denunce e gli allarmi di coloro che fino a ieri hanno avuto le massime responsabilità di direzione politica del partito. Per la garanzia di tutte e tutti e, mi sia concesso, anche della mia persona.

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